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14 dicembre 2017

Spettacoli

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25.11.2017

«Gigli era un uomo generoso
Amico fraterno di Padre Pio»

Beniamino Gigi junior e la presentatrice Francesca Vitaliani BRENZONI
Beniamino Gigi junior e la presentatrice Francesca Vitaliani BRENZONI

«Mi addormentava la sera cantandomi la ninna nanna Mille Cherubini in coro e problemi di sonno non li ho mai avuti». È il racconto di Beniamino Gigli junior, pediatra in pensione, nipote del grande tenore da cui ha preso non solo il cognome. Ha strappato consensi ed emozionato in sala Maffeiana, gremita in occasione del gala organizzato in occasione dei sessant’nni dalla morte del cantante maceratese nato nel 1890: fautore del recital Alberto Chàntera, direttore del museo dell’Opera di Povegliano. Tra numeri di danza con gli allievi della Academie, d’Art Choregraphiq della maestra Rossana Secchi, reperti vari tra cui un abito da passeggio di Gigli, grammofoni d’epoca perfettamente funzionanti, dischi in gommalacca e carbone con pietre miliari della melodia italiana(Mamma, Non ti scordare di me, Ti voglio tanto bene, Torna a Surriento) e della musica classica e lirica (Ave Maria di Schubert e Una furtiva lacrima, da Elisir d’amore), Gigli junior ha tracciato il profilo del nonno svelandone il lato intimo.

«Era un uomo generoso ed ha fatto 600 concerti di beneficenza. Amico fraterno e devoto di Padre Pio lo andava spesso a trovare e gli cantava Mamma. È stato uno dei primi a donare e organizzare collette per la costruzione dell’ospedale di San Giovanni Rotondo. Una volta a Napoli, poi, mentre si trovava a mangiare in un ristorante entrò un mendicante che suonava e lui per aiutarlo fece il giro dei tavoli insieme a lui cantando tutta sera. Gli fece riempire il cappello di soldi per andare avanti almeno un anno. Dal 1935 fu anche attore in tanti film di successo commerciale che facevano addirittura furore anche se non era bravissimo a recitare, ma alla gente non importava, purché fosse lui, il magistrale cantante amato dalla gente».

Tra un ricordo e l’altro si è esibita quindi in arie d’opera il soprano Astrea Amaduzzi, molto apprezzata.

«Nonno era chierichetto nella cattedrale di Recanati e ha debuttato a 16 anni da soprano, con voce bianca da donna, per non rovinarla» ha proseguito Gigli junior. «Avevo dieci anni quando è morto di polmonite alle 12,20 del 30 novembre 1957» ha concluso «e me lo hanno detto la sera alle dieci: nonno canterà fra gli angeli».

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