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21 ottobre 2017

Spettacoli

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15.09.2017

Anche la Scala di Milano
celebra il mito di Maria Callas

Per omaggiare Maria Callas a 40 anni dalla sua morte, la Scala di Milano ha deciso di farla tornare in scena organizzando un incontro-evento e allestendo nel museo del teatro (da oggi al 31 gennaio) una mostra dedicata al soprano forse più famoso al mondo. «Maria Callas in scena-gli anni della Scala» ripercorre la sua carriera attraverso 14 abiti di scena originali, la demiparure indossata nel primo atto della leggendaria Traviata con la regia di Luchino Visconti, bozzetti, quadri, una installazione multimediale a cura dell’archivio storico Ricordi per confrontare tre diverse versioni dell’aria «Amami Alfredo» e una riproduzione realizzata dagli studenti dell’accademia scaligera dell’abito rosso di Traviata, che è andato perduto.

Ma nell’esposizione non c’è solo questo. C’è il clima di quegli anni, grazie alla colonna sonora e a documenti video (con materiale delle Teche Rai) che includono le parole di Luchino Visconti, che con Maria Callas ebbe un sodalizio d’acciaio che lo portò a firmare cinque opere, e della stessa diva. «La Scala è tutto», racconta il soprano nel filmato all’ingresso della mostra. «È il teatro che ti offre il miglior spettacolo possibile», grazie alla qualità di coro, orchestra, costumi, scenografie. «È per me il tempio dell’arte». Alla Scala, il soprano debuttò nel 1950 sostituendo in tre repliche di Aida una ammalata Renata Tebaldi. Ma ancora Maria non era la Callas. A 27 anni pesava più di 90 chili e non era riconosciuta come una diva. La sua leggenda iniziò a costruirsi negli anni successivi, quando - seguendo il mito di Audrey Hepburn - arrivò in scena per la Vestale, prima regia d’opera di Visconti, il 7 dicembre 1954 in un abito bianco mostrando un fisico esile, una voce solidissima e una invidiabile capacità di attrice. Negli anni collaborò con grandi cantanti e direttori celebri, fino al 3 giugno 1962, quando cantò alla Scala per l’ultima opera come Medea, opera che da allora non è mai più stata rappresentata.

Bianca Maria Manfredi
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