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19 settembre 2018

Spettacoli

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23.07.2018

Scoprire Giacomo Puccini
leggendo il suo epistolario

Dopo la bella biografia su Puccini di Julian Budden, con una tecnica narrativa accattivante, ora arriva l' epistolario, il cui volume dal 1877 al 1896, è il primo di una lunga serie facente parte del progetto, intrapreso nel 1996 dal Centro studi Giacomo Puccini, di pubblicare tutte le sue lettere autografe per i tipi di Olshki. Ci voleva la determinazione e l'amore di Gabriella Biagi Ravenni per mettere insieme una simile impresa, la cui importanza e difficoltà può essere difficile spiegare ai non specialisti. Delle circa 20.000 scritte dal compositore ne sono state raccolte oltre 8.000 ma mancavano informazioni, per giorni e perfino su settimane, su dove fosse e cosa facesse Puccini. Un comitato editoriale, coordinato da Gabriella Biagi Ravenni, ha implementato un data base raccogliendo fotografie o fotocopie degli orginali, ha fornito expertise e consulenze a varie istituzioni per l'acquisto di collezioni di lettere da privati, è andato avanti nel lavoro dell'edizione critica di questi autografi e nelle annotazioni che forniscono le informazioni a corredo per potere comprenderle. Le ricerche e conseguentemente le scoperte sul Puccini non finiranno mai, ma certamente la quantità impressionante di documenti che da ora in avanti saranno resi disponibili costituisce un ritratto molto più complesso della sua vita, dei suoi amici e di Lucca e, non da ultimo, un quadro vivo del suo tempo, come il cambiamento in quegli anni dei mezzi di trasporto, o l'incombente modernismo. In questo primo volume sono pubblicate 784 lettere di cui almeno un quinto, per la prima volta.

Elena Biggi Parodi

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