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20 agosto 2017

Spettacoli

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19.06.2017

Quel coro, «Va,pensiero»
da subito risorgimentale

Al pubblico milanese del 1842 che assistette alla prima rappresentazione di Nabucco apparì chiaro il messaggio patriottico risorgimentale del coro «Va, pensiero». A Nabucco, che rappresenta il potere politico, si oppone Zaccaria, simbolo del potere religioso, mentre Abigaille, arrogante e ambiziosa si oppone a Fenena. Una costellazione di relazioni basate sui legami a due che riflettono in una sfera privata il conflitto per il potere. Alla coppia di amanti (Fenena e Ismaele) si contrappone la coppia padre/figlia (Nabucco e Abigaille), per cui Abigaille, rinnegando il padre adottivo, lo farà interdire. Ma su tutti emerge il popolo degli ebrei ridotto in schiavitù, un «personaggio collettivo» i cui destini s’incrociano con quelli individuali dei protagonisti. L’irresistibile linguaggio di Verdi è fatto di gesti musicali che denotano un’intuitiva, ma profonda competenza dell’animo umano. Un esempio: la prima sezione della prima aria di Zaccaria mostra un motivo dalprofilo solenne e maestoso. Non appena Zaccaria ha terminato il suo tema, il coro lo riprende all’unisono. Semplice, ma straordinario. L’effetto è quello d’una massa che, ipnotizzata dal Gran Pontefice, è pronta a seguirlo nel suo progetto di liberazione. Anche la sinfonia, combinando motivi dell’opera, ottiene di presentare al pubblico, mentre il sipario è ancora abbassato, i principali personaggi del dramma. Fra essi riconosciamo il coro del «Maledetto», con cui i Leviti condannano Ismaele per aver liberato Fenena, poi una citazione del coro «Va, pensiero».

 

Elena Biggi Parodi

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