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24 giugno 2017

Spettacoli

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10.04.2017

Messa in si minore di Bach
Un anelito di spiritualità

La messa in si minore di Bach è un grande anelito di spiritualità trasmesso con la musica.

Quando pensiamo alla grandezza divina, tentiamo di intuire uno spazio infinito, dove non hanno senso le incomprensioni, ma esiste solo il presente di Colui che è. All’inizio del Kyrie le voci scandiscono unite le tre sillabe, ma immediatamente dopo lo spazio musicale fra esse si apre, come un grande sipario.

Nel Largo successivo, una linea melodica dolcissima di flauti e oboi d’amore inizia il suo percorso contemplativo, e nulla resta da fare se non seguirla. Quello che accade è il corrispettivo musicale del soffitto del Duomo di Parma del Correggio, le schiere di voci, flauti e oboi passano da uno all’altro l’invocazione al Kyrie. Da qui, nuove apertue realizzate attraverso l’esplorazione dell’universo delle voci femminili nel Christe. Poi, nel Kyrie, delle voci maschili, punteggiate dal timbro scuro dei fagotti.

Da qui la melodia si dipana, snodandosi fra i diversi registri. Difficile dipingere meglio la gioia di come avviene nel Gloria successivo, con il passo di danza scandito dai timpani, le voci tripudianti sulle parole «gloria» e «pax hominibus bonae volontatis». Dopo la passione spudorata di violino e soprano a cantare «Laudamus te», un momento di raccoglimento e poi la grazia infinita del flauto nel duetto di tenore e soprano «Domine Deus».

La più toccante raffigurazione della misericordia è intonata nel «Qui tollis peccata mundi»: immensa avventura nei cieli affrescati della nostra speranza.

 

Elena Biggi Parodi

 

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