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19 novembre 2017

Spettacoli

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11.09.2017

La musica come il romanzo
L’emozione apre ai ricordi

I capolavori in programma negli otto concerti del Settembre dell’Accademia rendono lampante la peculiarità del pensiero musicale occidentale. La sua capacità di concepire ampie strutture, in cui il materiale musicale si dipana in modo simile agli eventi d’un romanzo, seguendo una dimensione lineare del tempo, ma anche una pluralità di piani temporali che riescono a rappresentare tutte le sfumature dell’inconscio. Le grandi composizioni del Romanticismo, a partire dalla terza sinfonia “Eroica” di Beethoven, sono basate sull’arte della memoria, ossia sulla capacità di riconoscere gli eventi musicali e la loro evoluzione. Ciò che si intende per “forma” musicale, è l’architettura realizzata attraverso i motivi che si avvicendano: una frase riconoscibile, la sua ripetizione, la derivazione di una dall’altra, alcune caratteristiche timbriche o ritmiche. All’interrogativo se sia possibile percepire ciò, al semplice ascolto, risponde l’emozione che proviamo nel riconoscere una melodia. Si noti, ad esempio fin dalla terza misura del primo movimento, lo scarno disegno melodico dei violoncelli (un arpeggio, seguito da un movimento cromatico di semitono). Poco dopo, Beethoven passa alla sua derivazione. Trasforma ciò che ci è appena sfuggito, in una sorta di astrazione-allontanamento da esso, che “gioca” con la nostra memoria. Qualcosa che c’era, ora è già un ricordo, ma solo grazie al ricordo ci rendiamo conto che è cambiato, per cui ci ritroviamo a seguire le peripezie di questo protagonista, fino alla fine del primo monumentale movimento.

Elena Biggi Parodi

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