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23 ottobre 2018

Spettacoli

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07.08.2017

Il festival di Pesaro scopre
opere meno note di Rossini

Ogni festival musicale ha una sua caratteristica. Quello che dal 1980 si svolge a Pesaro è dedicato alla riscoperta delle opere di Rossini da quando fu chiaro che le edizioni delle partiture pubblicate nel tempo erano drasticamente differenti dalle originali lasciate dal compositore. Gli editori musicali realizzano delle partiture per avere dei profitti. La deformazione realizzata dalle cosiddette partiture «di tradizione» era avvenuta nel tentativo di adeguare la scrittura originale alle moderne esigenze degli interpreti e delle orchestre, per venire incontro ai gusti del pubblico. Per questo, in occasione di ogni Festival Rossini, nuovi studi e aggiornamenti gettano nuove luci sulle partiture, approntando nuove versioni di edizioni critiche. Quest’anno si apre con un’opera che è un rebus. Le Siège de Corinthe è la prima opera in francese del «cigno di Pesaro», che dal 1823 si era stabilito a Parigi, nelle cui vicinanze si ritirò a vivere fino alla morte nel 1868, dopo la sua inspiegabile decisione di non comporre più a 37 anni. Le Siège è basata su un’opera del periodo napoletano, Maometto II, rappresentata a Pesaro nel 1986 e 1993 in una bella edizione con Cecilia Gasdia. Tema, l’universale dilemma fra dovere e piacere. L’allestimento realizza la nuova edizione critica della partitura. Seguono le riprese de La pietra del paragone con la fortunata regia di Pier Luigi Pizzi e Torvaldo e Dorliska con l’apprezzata regia di Mauro Martone, importanti debutti nei cast vocali e quello dell’Orchestra sinfonica Nazionale della Rai che da quest’anno collabora stabilmente.

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