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21 luglio 2018

Spettacoli

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14.08.2017

Giovani a scuola per scoprire
il gusto della musica d’arte

Quale pubblico per la musica d’arte di domani? Mentre si celebrano anniversari in tutto il mondo di compositori italiani, quello dei 250 anni dalla nascita di Monteverdi quest’anno, quello della scomparsa di Rossini nel 2018, per non parlare della preparazione di quello di Verdi nel 2021, i giovani del Belpaese non hanno gli strumenti, è il caso di dirlo, per apprezzare prodotti tipici italiani come il madrigale, o il melodramma. Tutti matti per Sanremo, senza conoscere musica italiana più bella di tante canzoni. Ci si entusiasma per Il volo, senza rendersi conto che la ricetta del loro canto è l’impostazione lirica. Si chiama ad esibirsi alla Camera Giovanni Allevi senza far conoscere una nota di Muzio Clementi o sapere chi fu Bartolomeo Cristofori, l’inventore del pianoforte. Ciò che è peggio è che contribuisce a questo desertificazione progressiva della consapevolezza musicale del nostro paese, chi più si adopera per favorire l’apprendimento pratico della musica per i bambini. I grandi maestri del passato sono allenatori emotivi che svelano a noi stessi le nostre emozioni. Per imparare a scrivere non è utile solo fare temi, ma anche conoscere la letteratura. Per quanto possa essere appagante riprodurre una semplice melodia non basterà per godere d’un monumento del pensiero musicale più complesso. Non è facile sapere cosa notare in un costrutto che appena ascoltato svanisce, collocare un linguaggio musicale in un’epoca o un contesto sociale. A scuola basterebbe un’ora settimanale di storia della musica per formare il pubblico di domani.

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