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19 aprile 2018

Spettacoli

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13.11.2017

Dalla riforma di Lutero
altro impulso alla musica

Un vecchio adagio recita che per suonare Bach si dovrebbe essere tedeschi e luterani. Un poco è vero, se si considera quanto la Riforma protestante ha inciso sulla musica nei paesi di lingua tedesca. Nel medioevo il canto gregoriano, durante la liturgia, era per lo più riservato a professionisti, monaci e cantori specializzati. Il popolo dei fedeli non partecipava e non ne comprendeva il testo latino. Lutero intravide quale diffusione capillare dei concetti cristiani si sarebbe potuta realizzare attraverso il canto, particolarmente tra la maggioranza della popolazione analfabeta.

A questo scopo, creò un grande repertorio di canzoni in tedesco, “Lieder”, i cui contenuti, provenenti dalla Bibbia, furono redatti da pastori protestanti seguendo precisi schemi formali e liturgici. I materiali musicali ebbero disparate provenienze, anche popolari. Ciò incrementò la pratica musicale nei paesi di lingua tedesca, e produsse l’elaborazione di nuove forme musicali basate sul corale. Dai corali per organo, alle cantate sacre, alle Passioni. Un patrimonio penetrato nella musica europea, come nel caso di “Les Huguenots” di Meyrbeer, dove il corale “Ein’ feste Burg” è eletto a motivo conduttore. Mercoledì alle 15.15, all’Auditorium Montemezzi del conservatorio, l’ Ensemble vocale e strumentale del Conservatorio di Vicenza con Bettina Hoffmann e Laura Martelletto presenta un percorso musicale che, sulle tracce di “Ein feste Burg”, da Lutero giunge a Bach. Una mostra sulla Riforma e la musica è in corso a Vienna, alla Gesellschaft der Musikfreunde.

 

Elena Biggi Parodi

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