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21 gennaio 2018

Spettacoli

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16.10.2017

Boccherini e la sconosciuta
passione per la chitarra

Luigi Boccherini ha composto brani anche per chitarra
Luigi Boccherini ha composto brani anche per chitarra

È in svolgimento fino al 3 dicembre, nella sala Maffeiana dell’Accademia Filarmonica, l’International Guitar Festival. Mentre il cammino della musica colta conduceva gli strumenti a misurarsi con le possibilità della voce, fra cui un suono più prolungato per ottenere un legato rifinitissimo, il fascino della chitarra e del suo suono pizzicato non è mai venuto meno nella pratica musicale di tutte le epoche.

Dall'introduzione in Europa dello strumento al seguito degli arabi e, a distanza di secoli nelle "Cantigas de Sancta Maria" del 1270 dopo Cristo, è dalla seconda parte del sec. XVI che si realizzò l'accrescimento del suo volume e aumentò l'estensione dei suoni al grave, con l'aggiunta di corde. È la "chitarra spagnola", che rimarrà in auge fino alla fine del Settecento, per cui presso la corte di Luigi XIV v'era regolarmente stipendiato un maestro di chitarra. Nonostante il favore che lo strumento ha da sempre presso il pubblico, in epoca barocca la preferenza dei compositori si rivolse al liuto, suo antagonista per il dolcissimo suono e le sue possibilità musicali.

Una delle più opere più note per chitarra moderna sono 12 Quintetti che nel 1798-99, Luigi Boccherini compose e adattò per quartetto d'archi e chitarra, gli studi di Fernando Sor, il corpus di pezzi per chitarra di Niccolò Paganini. Pochi sanno che alcuni Lieder di Schubert furono editi dapprima nella versione per voce e chitarra e Carl Maria von Weber scrisse per chitarra alcune raccolte di Lieder. Nel novecento la chitarra si fa conoscere al pubblico mondiale con Andrés Segovia, nascono le composizioni di Heitor Villa-Lobos, Mario Castelnuovo-Tedesco, Manuel Maria Ponce, Joaquin Turina e Joaquin Rodrigo.

 

Elena Biggi Parodi

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