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22 gennaio 2018

Spettacoli

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21.08.2017

Archivi digitali e la filologia
per capire il jazz e il pop rock

Particolarmente utile per approfondire i testi e le musiche del repertorio jazz, pop e rock è l’oramai storica pubblicazione di Maria Caraci Vela, “La filologia musicale”, pubblicata, nel 2005, dalla Libreria Musicale Italiana e ampiamente utilizzato per la produzione musicale classica. La filologia è una disciplina che nel tempo ha messo a punto le procedure per approfondire la conoscenza di un prodotto artistico. Prescrive se e come tener conto dei fattori contingenti che lo modificarono nel corso della sua redazione. Una guida sicura, messa a punto fin dai tempi antichi, nel mondo greco e latino, per ricostruire e interpretare i testi e dall’altra parte mettere in luce i fatti d’ogni genere, utili alla loro comprensione.

Nel medioevo i depositari di questa conoscenza furono i conventi irlandesi, anglosassoni, carolingi, italiani in cui i monaci copiavano gli autori classici, rivedendoli, correggendoli in modo congetturale o tramite il confronto dei manoscritti. Oggi, con l’informatica che amplia la documentazione in nostro possesso, diviene più che mai indispensabile una metodologia collaudata, che faccia luce in modo rigoroso sugli attuali prodotti artistici.

Nell’era dell’immagine e della documentazione multimediale si accumulano dati che è difficile ordinare senza la conoscenza della filologia, che si muove sicura fra le versioni diverse d’un brano musicale. Un esempio esplicativo l’incontro fra Pino Daniele e Massimo Troisi per le modifiche del testo di “Quando”, https://www.youtube.com/watch?v=FoMUd1LVNmw.

 

Elena Biggi Parodi

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