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24 giugno 2018

Spettacoli

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12.01.2018

Nitro, il rapper
dalle rime colte
fa "No Comment"

Il rapper Nitro
Il rapper Nitro

MILANO. «Ringrazio la fame e non la fama... Mi ha fatto bene». Ha proprio ragione, il rapper Nitro, a rendere grazie alla sua sete insaziabile, al suo spirito di rivalsa. Con «No comment», il suo nuovo album in uscita domani, traccia una linea di demarcazione netta tra lui e le altre voci hip hop. Troppo colte le sue rime - per esempio: «taccui» con «horror vacui», «sono Steve senza Jobs, Johnny senza Cash» - , troppo profondi i suoi concetti (come in «Passepartout», dove mescola mainstream e underground; in «Chairaggione», dove analizza il rapporto con i fan, insieme a un altro rapper micidiale, Salmo), troppo precise le sue citazioni cinematografiche e intricati i suoi passaggi mentali.

 

Tutto troppo, insomma, per i rivali: Nitro può prenderli a... rime in faccia: «C’hanno i dischi d'oro ma fanno cento persone». Perché il rap è un modo di vivere. «Sì, il rap non è solo moda», afferma l'artista vicentino che da oggi alle 15 inizia, dalla Feltrinelli di Verona Porta Nuova, un tour nelle librerie e nei negozi di dischi di tutta Italia, dal Veneto alla Sardegna, da Vicenza a Lecce. «Lo so che intitolare un disco di tantissime parole No comment può sembrare un controsenso. In realtà mi riferivo a ciò che interessa molto alla società di oggi: la superficie, l'hype, quello che si vede, l'apparenza, la foto... A me importa solo andare in profondità. Sono contento che il rap sia di moda, vada in radio, riempia i palazzetti. Ma c'è un ma. La musica è un riflesso di quello che è la società, e non il contrario. Così i fan degli artisti pop - e anche del rap - per esempio, pretendono molto dai cantanti. Ma vogliono le cose sbagliate: non prendono che uno suoni dal vivo e non in playback».

 

Il rap di Nitro è invece molto suonato: No comment è pensato per essere suonato dal vivo. «Lo scopo è portare la mia musica dal vivo. Immagino di improvvisare in concerto, come in una jam session. Il successo del rap nasce dal fatto che è una delle poche musiche in grado di creare un senso di appartenenza. Dovessi spiegare il rap a chi non lo ascolta, direi: con il rap puoi dire quello che vuoi, fare quello che vuoi, essere chi vuoi».

Giulio Brusati
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