24 marzo 2019

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19.02.2019 Tags: Sony Music , Roma , Ligonchio , L'Aquila , Iva Zanicchi , Luigi Albertelli Il , Enrico Riccardi , Francesco De Gregori , Luigi Albertelli , Mario Rosario Ciancio , Gianni Morandi , Bobby Solo , David Herbert Lawrence , Prendi questa mano zingara

«Zingara» compie cinquant'anni
Storia di una canzone amata e... contesa

Iva Zanicchi sul palco
Iva Zanicchi sul palco

Prendi questa mano Zingara, dimmi pure che destino avrò... .

Comincia così la celebre canzone di Iva Zanicchi che compie cinquanta anni e con cui l'Aquila di Ligonchio vinse il Festival di Sanremo nel 1969 in coppia con Bobby Solo.

Firmato dal compositore Enrico Riccardi e dal paroliere Luigi Albertelli Il brano fu inizialmente proposto a Gianni Morandi, ma lui lo rifiutò partecipando comunque alla realizzazione del disco: solo in seguito ci ripensò e incise la canzone che mise in un suo album.

«Mi sono ispirato al romanzo La vergine e lo zingaro dello scrittore inglese David Herbert Lawrence», aveva dichiarato Luigi Albertelli autore del testo che parla del destino di un amore letto da una gitana sulle linee della mano di una donna.

La canzone fu un successo planetario ma diede adito anche a vicissitudini giudiziarie dopo che Riccardi e Albertelli nel 1997 fecero causa per plagio al cantautore Francesco De Gregori. De Gregori nella sua canzone Prendi questa mano zingara dell l'album Prendere e lasciare del 1996, aveva utilizzato ripetutamente la prima strofa della canzone della Zanicchi nella quale, tuttavia, invece dell'espressione "Dimmi pure che destino avrò" aveva scritto "Dimmi pure che futuro avrò". Dopo una battagliera querelle la Cassazione ha però dato ragione a De Gregori con sentenza 3340/15 adducendo la motivazione che recita "Non è la semi e riproposizione di un pezzo del testo, bensì il significato che esso assume in concreto e che, in questo caso, è assai differente nelle due canzoni".

Tuttavia nel corso della diatriba legale, Il 7 gennaio 1997 a inizio contenzioso, circa quattro mesi dopo l'uscita del disco Prendere e lasciare in cui risultava la canzone Prendi questa mano zingara con citazione zanicchiana, il giudice Mario Rosario Ciancio della 1ª Sezione Civile del Tribunale di Roma aveva emesso cautelativamente un'ordinanza con la quale si inibiva al cantautore romano di eseguire il brano in pubblico imponendo oltretutto alla Sony Music, editrice dell'opera, di ritirare dal commercio i dischi e i nastri contenenti il brano incriminato. Di conseguenza fu messa in commercio una nuova versione del long plaiyng di De Gregori Prendere e lasciare senza il brano penalizzato e con una copertina che mettesse ben in evidenza che il disco "non contiene Prendi questa mano, zingara per ordinanza del Tribunale di Roma RG AC 38472/96". Una volta vinta la causa da parte di De Gregori, Riccardi e Albertelli furono condannati a pagare le spese processuali. Significativo tuttavia è l'atteggiamento che Iva Zanicchi ebbe riguardo la vicenda del presunto plagio, per niente infastidita dalla "sua" Zingara citata nella canzone di De Gregori. «La trovo una cosa carina» disse.

Michela Pezzani

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