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15 ottobre 2018

Spettacoli

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09.02.2018

Washington in estasi per Muti «Che orgoglio la mia orchestra»

Prolungata standing ovation per Riccardo Muti a Washington
Prolungata standing ovation per Riccardo Muti a Washington

WASHINGTON (Stati Uniti) Lunghi applausi e standing ovation finale per Riccardo Muti e la sua Chicago Symphony orchestra (Cso), tornata mercoledì al Kennedy center dopo un’ assenza di 13 anni, grazie al Washington Performing arts. Era la prima volta dell’orchestra nella capitale americana col maestro italiano, che la dirige dal 2010 e che proprio nei giorni scorsi ha firmato l’estensione del contratto come direttore musicale per altre due stagioni, dal 2020 al 2022 (dieci settimane di concerti in abbonamento, concerti speciali e attività a sfondo benefico a Chicago, oltre a un tour, fino a quattro settimane per ogni stagione, negli Usa o all’estero). L’ultimo è stato il suo 350esimo concerto alla guida dalla Cso, una delle «big five» americane e una della migliori orchestre del mondo, con all’attivo 62 grammy awards, compresi i due per la Messa da Requiem di Verdi registrata nel 2010 proprio con Muti. L’attesa era alta, anche se qualche posto è rimasto vuoto, e il pubblico è rimasto soddisfatto di un’esecuzione impeccabile, cristallina, dove hanno brillato in modo particolare gli ottoni, eccellenza storica dell’orchestra. Accattivante anche il programma, che spaziava dall’opera italiana al romanticismo passando per la musica contemporanea: ouverture dei Vespri siciliani di Verdi, «Many words of love» composto da Samuel Adams nel 2016 su commissione della stessa Cso, e la seconda sinfonia di Brahms, vero pezzo forte della serata. Nessun bis ma Muti - che ha salutato mandando baci in sala - e la Cso hanno riscosso lunghi, calorosi applausi dagli spettatori. L’orchestra prosegue il suo tour nella east cost alla Carnegie Hall di New York (oggi e domani). Il maestro ha spiegato così l’estensione del contratto, che lo traghetterà verso l’ottantesimo compleanno: «Provo profondo rispetto e affetto per i grandiosi musicisti della Chicago Symphony Orchestra. Il nostro rapporto cresce sempre più forte di anno in anno ed è questo il motivo per cui ho deciso di continuare altre due stagioni. Non vedo l’ora di fare altra musica meravigliosa con loro e di condividerla col pubblico nella grande città di Chicago e in tutto il mondo». •

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