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10 dicembre 2018

Spettacoli

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14.03.2017

Voce, fisico e tempi
Ecco David Bowie
secondo Chimenti

 Il cantautore toscano Andrea Chimenti nel tributo interamente dedicato a David Bowie FOTO BRENZONI
Il cantautore toscano Andrea Chimenti nel tributo interamente dedicato a David Bowie FOTO BRENZONI

Bravissimo, senza alcuna riserva, il raffinato cantautore toscano Andrea Chimenti, che ha portato al Teatro Astra di San Giovanni Lupatoto – il pubblico ha risposto bene per numero e gradimento – il suo recital tutto dedicato al canzoniere di David Bowie. Ci pare persino limitativo definirlo un concerto-tributo, anche se tecnicamente lo è, perché Chimenti - pur se il suo nome è abbastanza incomprensibilmente rimasto fino ad oggi amato da un pubblico di nicchia - è musicista di tale distinta personalità da far completamente suo anche uno spettacolo in cui interpreta esclusivamente brani altrui.

Non perché Andrea, alla guida di un ottimo organico comprensivo di due Sycamore Age (suo figlio Francesco al piano e al violoncello elettrico e Davide Andreoni alle chitarre, un duo a sua volta di forte creatività e originalità) e del quartetto d’archi I Nostri Tempi oltre alla sezione ritmica Maurizi – Fanciullini, abbia stravolto a suo insindacabile estro il materiale di Bowie (da «Space Oddity» a «Lazarus» con un occhio privilegiato per la produzione anni ’70), piuttosto perché è parso splendidamente evidente come Chimenti abbia talmente assimilato e metabolizzato, probabilmente dai tempi degli esordi con i Moda o quasi, la poetica a tutto campo dell’inglese, da far apparire le sue interpretazioni di Bowie come una tra le più naturali sfaccettature della sua personale poetica. Forse una sfaccettatura più amante della forma canzone ad ampio respiro, capace di esaltare anche la sua vena più apertamente melodrammatica oltre a quella più raccolta ed ermetica, per dirla come il suo amatissimo Ungaretti.

Artista dalle mille facce e dalle mille declinazioni Bowie, e all’Astra Chimenti si è dimostrato consapevole e bravissimo nel restituire tanta ecletticità, dal rocker di velvettiana e crimsoniana affinità («Rock’n’Roll Suicide» o «Yassassin» per esempio ) al balladeer oscuro di «Where Are We Now?» e «Thursday Child», allo showman dotato anche di gusto teatrale, visivo, quasi da musical. Chimenti ha tutto: voce adeguata, senso dei tempi e gran gusto negli arrangiamenti, ottima padronanza linguistica e carisma sulla scena, persino una certa somiglianza fisica con l’originale.

Perfettamente credibile e autorevole nella gestione di questo recital, davvero gratificante per tutti, addetti ai lavori e fans di Bowie ma anche per i semplici amanti della buona musica.

Beppe Montresor
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