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16 novembre 2018

Spettacoli

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07.11.2018

Vecchioni, arriva «L’Infinito» «Io schierato? Parlo dell’uomo»

Francesco Guccini e Roberto Vecchioni
Francesco Guccini e Roberto Vecchioni

MILANO Un disco ottimista, positivo, poetico e struggente. «L’infinito», il nuovo album di Roberto Vecchioni in uscita venerdì, è tutto questo ed è anche, per stessa ammissione del suo autore, «la sconfessione assoluta di Samarcanda». Come in quel pezzo il cantautore milanese si concentrava sull’ineluttabilità della vita e sul destino già segnato per tutti, così nei nuovi brani inediti, «tutti legati come in un fil rouge come una sola canzone in dodici punti», Vecchioni canta la vita. «Non come fatto astratto, ma come straordinaria bellezza del poter esistere nel dolore e nella gioia. Per questo ai ragazzi dico di non piangersi addosso», spiega in un discorso di oltre 30 minuti che ha fatto precedere dalla visione del video di «Ti insegnerò a volare», dedicato ad Alex Zanardi («Quando ho immaginato qualcuno che prova gioia nell’esistere a dispetto di tutto è stata la prima persona cui ho pensato»), in cui a sorpresa c’è anche una strofa cantata a Francesco Guccini. «Ci conosciamo da molto tempo e stavolta volevo un imprimatur perchè volevo che il mio disco facesse bene all’anima, non all’estetica - ha raccontato Vecchioni. Così sono andato da lui a farglielo ascoltare, alla fine si è alzato dalla sua poltrona e mi ha abbracciato. Poi ha scelto il pezzo al quale prestare la sua voce». Un pezzo che, come tutti gli altri, non sarà spacchettato per ascolti in streaming, ma sarà acquistabile insieme a tutti gli altri brani in formato cd, in edizione Deluxe arricchita dal saggio «Le parole del canto. Riflessioni senza troppe pretese» e in Vinile Limited Edition. «È una nuova resistenza per un disco che andrà soltanto alle persone che lo vogliono perchè la musica non deve essere un prodotto di consumo veloce», sottolinea Vecchioni che si è affidato alla produzione di Danilo Mancuso per DME e ad Artist First per la distribuzione. Tra i dodici ritratti in musica, oltre che quello dedicato a Zanardi, ce ne sono altri che raccontano Giulio Regeni, «ma attraverso la madre che mi immagina continui ad aspettarlo», la guerrigliera curda Ayse e anche Giacomo Leopardi. Per quest’ultima, «la mia canzone più amata», Vecchioni s’è ispirato a «La ginestra», fiore che «nonostante tutto continua a spargere il suo profumo». Non ci sono canzoni apertamente politiche in «L’infinito», e a chi gli chiede perchè l’autore di «Luci a San Siro» risponde. «Nella vita sono schierato e tutti lo sanno. Nelle canzoni è tutta un’altra cosa perchè parlo dell’uomo ideale, proietto questo piccolo momento in qualcosa di più alto. Non mi interessa la politichetta, nè la canzone sociale scontata. Non mi interessa dire cose ovvie su libertà, giustizia e verità. Del resto, però, le mie canzoni politiche - ricorda - sono sempre allegoriche». Oltre che a Guccini, Vecchioni per «L’infinito» si è avvalso della collaborazione di Morgan che, in «Com’è lunga la notte», un’autobiografia in musica canta l’ultima strofa, «che è in terza persona, come se mi guardassi da fuori». •

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