18 gennaio 2019

Spettacoli

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06.02.2016

Trio Gaspard, un Beethoven con brio

Il Trio Gaspard al Ristori per gli Amici della Musica FOTO BRENZONI
Il Trio Gaspard al Ristori per gli Amici della Musica FOTO BRENZONI

Il giovane Trio con pianoforte Gaspard, formazione greco-anglo-tedesca composta dal violinista Jonian Ilias Kadesha, dalla violoncellista Vashti Hunter e dal pianista Nicholas Rimmer, ha iniziato agli Amici della Musica un ciclo di incontri che prevede l’esecuzione integrale delle composizioni beethoveniane per trio d’archi e pianoforte.

Il concerto, che comprendeva il piatto forte dell’Op. 97 in Si bemolle maggiore, meglio noto come Trio dell’Arciduca perché dedicato a Rodolfo d’Asburgo, è iniziato con i due cicli di Variazioni Op. 44 in Mi bemolle maggiore su un tema originale, e le celebri Op. 121/a sull’aria «Ich bin der Schneider Kakadu», brano in Sol maggiore articolato in Introduzione, tema e dieci variazioni.

Il Trio Gaspard, che si presentava sulla carta con ottime credenziali, ha subito fatto breccia sul pubblico (purtroppo non molto numeroso come avrebbe meritato) per la straordinaria freschezza di approccio alle partiture beethoveniane. I tre hanno dato alla musica del genio tedesco un taglio assolutamente classico, con pochissimo vibrato negli archi e una ricerca costante di brillantezza di tocco e di fraseggio. Gran parte della riuscita si deve alle eccellenti qualità del pianista Rimmer che è riuscito a mantenere una eccezionale leggerezza anche nei momenti di maggiore complessità della scrittura, pur senza perdere una sola nota scritta. Gli archi, in particolare il violino, sono stati di pari livello. Nei cicli di variazioni, dove ognuna viene affidata a uno strumento, mettendone in rilievo le potenzialità (ma anche a nudo i problemi, se ci sono), si è avuto il primo assaggio della bravura di questi giovani interpreti. Ma il vero valore della formazione si è riscontrato nel Trio: quasi tre quarti d’ora di musica e non sentirla. Un meraviglioso primo tempo, uno scherzo lieve e spumeggiante, un po’ alla Mendelssohn, un grandioso Andante cantabile e, al termine, il Finale di una freschezza incredibile. Applausi calorosi alla fine che hanno ottenuto fuori programma il Rondò conclusivo dell’Op. 1 n. 1 in Mi bemolle maggiore.

Chiara Zocca
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