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21 agosto 2018

Spettacoli

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09.06.2018

Stylophonic: «In We Are c’è la dance music tra passato e presente»

Stefano Fontana, Stylophonic
Stefano Fontana, Stylophonic

«La musica da ballo è di per sè inclusiva, unisce le persone in un rito quasi tribale, ancestrale, per questo uso il plurale noi». Così Stefano Fontana, in arte Stylophonic, presenta il suo nuovo album «We Are», in uscita ieri: «Negli ultimi anni la musica è diventata sempre più un discorso da solista, e anche le persone nei club ballano per conto loro: ho voluto riportare l’essenza delle origini di questo movimento, quando si andava a ballare in gruppo», spiega Fontana. Le collaborazioni sono non a caso centrali: quella con il cantante del Bronx Kena Anae, voce jacksoniana che accompagna tutte le 15 tracce registrate a New York, e quella con la leggenda Dave Darlington, che l’ha mixato. La storia della dance è la spina dorsale di un disco pieno di omaggi al funk, mescolato ad altri stili e generi che ne sono discesi: «Senza volerlo ho fatto quasi un libro di storia della musica da ballo: l’influenza del funk l’ho sempre avuta, quel suono è parte della mia matrice, per me è sinonimo di dance». Così c’è il funk sintetico del singolo ’Imagination Funk Funk Funk’, le reminiscenze dei Parliament di ’Fabulous Night’ e quelle di Nile Rodgers di ’Gò. E poi i rimandi espliciti a numi tutelari, sotto forma di interpolazioni, come ’Dancing Machinè dei Jackson 5 riletta in chiave house, o ’Renegades of Funk’ di Afrika Bambaataa trasformata in ’Dance Suckerz’. «Non sono tanti i dj dai 30 anni in giù che si siano andati a vedere cosa è successo nel passato della dance: è una questione culturale, se conosci la storia hai più armi per creare - prosegue Fontana - Se invece segui solo i trend del momento diventa tutto il clone di un clone. Qualche anno fa la dance era musica conosciuta da tutti e originale, ora c’è tanta ripetizione e poco coraggio, invece i dj dovrebbero essere quelli che cambiano le regole». Brani come l’aerea chiusa ’Promise Mè e la romantica ma vibrante ’Look of Lovè proiettano l’attenzione oltre il puro smarrimento nel groove. Come dimostra l’insolito omaggio a John Lennon ’Working Club Class Herò, dove il ’lavorò è quello sulla pista da ballo: «Andare in un club è senza dubbio un modo per divertirsi, ma anche per manifestare amore per la musica e voglia di stare insieme».

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