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26 aprile 2018

Spettacoli

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29.12.2017

Si stacca il Biglietto per l’Inferno che porta nel cuore del «prog»

I Biglietto per l’Inferno in una precedente esibizione al Giardino
I Biglietto per l’Inferno in una precedente esibizione al Giardino

Questa sera al Giardino torna un nome leggendario dell’hard progressive italiano, pur se la sua ultima veste ha sottolineato una componente in qualche modo folk del gruppo. Si tratta del Biglietto per l’Inferno, in passato già protagonista nel Club di Lugagnano anche al Verona Prog Fest. Sarà anche l’occasione per ritrovare al Giardino un rarissimo cofanetto che il Biglietto realizzò nel 2004 e due album di recente produzione. L’ultimo dei quali, intitolato “Vivi, lotta, pensa”, è uscito nel 2016, con un inedito, “Narciso e Boccadoro”, e rifacimenti di altri pezzi storici degli anni Settanta. Biglietto per l’Inferno Folk (questa è l’ultima denominazione ufficiale) schiera due componenti originali presenti all’epoca del debutto; l’album omonimo uscito nel 1974 fu molto lodato dalla critica, accolto da buon successo commerciale e oggi considerato un lp di culto nel mondo del collezionismo. I due superstiti sono Giuseppe ‘Pilly’ Cossa (organetto diatonico, fisarmonica e tastiere) e Mauro Gnecchi (batteria e percussioni). Con loro sul palco Enrico Fagnoni (contrabbasso, basso elettrico ed acustico), Franco Giaffreda (chitarra elettrica ed acustica), Renata Tomasella (piffero, flauti, ocarina e voce), Ranieri Fumagalli (cornamusa, flauti e ocarina), Carlo Redi (violino e mandolino) e Mariolina Sala (voce). Manca, rispetto agli esordi, Claudio Canali, che era l’autore dei testi ed in seguito si è fatto frate in una comunità monastica sulla Garfagnana. Dopo il sopracitato disco d’esordio e la partecipazione ai grandi festival pop dell’epoca il Biglietto per l’Inferno incise un secondo album che però venne dato alle stampe soltanto nel 1992. • B.M.

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