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25 maggio 2018

Spettacoli

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07.05.2018

Sergio Baietta al Blue Note tempio del jazz mondiale

Il pianista Sergio Baietta
Il pianista Sergio Baietta

Dopo i recital di successo nella lunga trasferta in Giappone, il pianista veronese Sergio Baietta riparte per gli Stati Uniti dove suonerà due concerti alla celebre location del Blue Note di New York, una piazza privilegiata dove hanno suonato anche grandi firme italiane. Come mai questa chiamata dagli Usa? La collaborazione con i famosi coniugi Mika e Richard Stolzman (marimba e clarinetto) è iniziata l’anno scorso a Verona con un concerto nell’ambito del Settembre dell’Accademia dove abbiamo vissuto un’esperienza stimolante e divertente in compagnia dell’Orchestra Machiavelli. Con grande piacere ho accettato l’invito di esibirmi con loro al Blue Note di New York come special guest, dove terremo 2 Gig davvero eccezionali e divertenti con musicisti raffinati e di alto livello”. Chi sarebbero? Avrò il piacere di esibirmi col bassista Pedro Giraudo, il chitarrista John Tropea e Duke Gadd alla batteria, figlio del grande Steve Gadd. Lavorare a stretto contatto con dei giganti della musica è un privilegio impagabile, non solo per il concerto in sé, ma anche per tutti i piccoli momenti nel quotidiano, prima e dopo la performance, vedere come loro vivono, come si preparano. Assistere da vicino alla loro vita ti fa crescere. In particolare cosa suonerete? Tra i vari brani, una versione per trio della mitica Rapsodia in blue di Gershwin per clarinetto, marimba e pianoforte, molto originale e speciale, oltre a qualche mio pezzo solistico e altri arrangiamenti. Esibirsi al Blue Note, il tempio del jazz mondiale, dove tutti i più grandi jazzisti della storia vi hanno suonato, è un grande onore. Non potrò fare a meno di pensare che su quel palco si sono cimentati i grandi nomi di Petrucciani, Jarret, Oscar Peterson, Cick Corea, solo per citarne alcuni. Tra l’altro il pubblico è molto vicino al palco e questo rende il concerto magico e intimo. Un fatto insolito per un pianista classico come lei. Sarà una esperienza davvero stimolante ed istruttiva. Sicuramente imparerò tantissimo, e anche divertendomi! Il fatto poi di non essere un jazzista puro e di trovarmi lì mi fa sorridere. Mi sento tuttavia particolarmente fiero proprio come italiano perché l’ultimo che vi ha suonato prima di me è stato Paolo Fresu cinque anni fa nel 2013, prima di lui Giovanni Allevi nel 2006 e nel lontano 2004 Stefano Bollani con Rava. Insomma decisamente e innegabilmente una bella compagnia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gianni Villani
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