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13 novembre 2018

Spettacoli

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13.02.2016

Sanremo, trionfano
gli Stadio
«Non ci pare vero»


A vincere l'edizione numero 66 del Festival di Sanremo sono gli Stadio.

Al terzo posto Giovanni Caccamo e Deborah Iurato con "Via da qui", al secondo la vincentina Francesca Michielin con "Nessun grado di separazione".

«Non mi sembra vero. Questo teatro l’ho amato e odiato. Mai e poi avremmo pensato di vincere il festival». Sono le prime parole pronunciate da Gaetano Curreri degli Stadio, appena annunciata la loro vittoria al festival di Sanremo.

 

Questo il resto della classifica:

 

4) Enrico Ruggeri - Il primo amore non si scorda mai

5) Lorenzo Fragola - Infinite volte

6) Patty Pravo - Cieli immensi
7) Clementino - Quando sono lontano
8) Noemi - La borsa di una donna
9) Rocco Hunt - Wake up
10) Arisa - Guardando il Cielo
11) Annalisa - Il diluvio Universale
12) Elio e Le STorie Tese - Vincere l’odio
13) Valerio Scanu - Finalmente Piove
14) Alessio Bernabei - Noi siamo infinito
15) Dolcenera - Ora o mai più (le cose cambiano)
16) Irene Fornaciari - Blu.

 

LA SERATA

Primo verdetto: Irene Fornaciari con "Blu" viene riammessa in finale. Grazie al televoto. Fuori dalla gara Zero Assoluto, Neffa, Dear Jack, Bluvertigo.

Prima della gara, sul palco dell'Ariston arriva Roberto Bolle che danza "We will rock you" dei Queen.

E c'è pure la sorpresa: l'annuncio dello show in Arena, il 5 settembre alle 21, con la reunion del trio toscano: Carlo Conti, Panariello e Pieraccioni.

Ovazione per Renato Zero, tra racconti, canzoni (un medley dei suoi successi di un tempo, il nuovo singolo) e ricordi ("Tre sindaci non sono riusciti a concretizzare il mio sogno a Roma, "Fonopoli", la città della musica"). E nel nuovo singolo canta: "Vorrei rinascere, sì, ma in un universo più in là". Applausi e tutto l'Ariston in piedi per Renato.

 

I BIG IN GARA E I VOTI IN TEMPO REALE.

6,5 Francesca Michielin. Tra gli autori c'è il famoso Cheope. Canta con convinzione: riascoltata, è una canzone pop con un ritornello che cresce. Potrebbe anche finire tra le prime 3. 

5 Alessio Bernabei. Canzoncina simil-Coldplay (quelli disco-afro-techno) che non convince proprio. Look in rosso, poi, per l'ex Dear Jack che non spicca per la voce.

5,5 Clementino: troppo lento il suo rap. Perché snaturarsi così per il Festival? E il ritornello - di solito la parte forte di un brano hip hop - non ci prende per niente.

6 Patty Pravo. Stavolta parte intonata ma è ancora lontana dalle sue interpretazioni più carismatiche. Certo osa molto, a partire dal nude look. Coraggiosa ma non oltraggiosa.

6 Lorenzo Fragola. Ha una voce così bella che non importa quasi cosa stia cantando. Poi cade l'occhio sul testo della sua "Infinite volte" e ci si accorge che è la solita canzoncina d'amore. E lui potrebbe cantare qualcosa di diverso...

7 Noemi. La rossa romana canta sempre meglio "La borsa di una donna". E commuove con una voce graffiante, vissuta.

10 Elio e le Storie Tese. Epocali. In versione Kiss ripassano la storia della musica italiana con una canzone composta solo da "andarelli" (i ritornelli tornano; questi, come ha detto il chitarrista Civas, vanno e basta). Meritano di vincere o di... arrivare secondi!

6,5 Arisa. Una delle pochissime canzoni di Sanremo 2016 che non parlano d'amore. Qui ci si dibatte tra vita in città e in campagna, tra presente, futuro e una nuova vita. Con la condanna della negatività come approccio alla vita. Una canzone zen, eseguita in modo impeccabile.

6 Stadio. L'Ariston li applaude, anche perché sono tra i pochi nomi storici. Il brano è commovente, parla di un padre e di una figlia, ma la band di Curreri ha fatto di meglio.

6 Annalisa. Ha voce, presenza, eleganza. E ha portato l'unica parolaccia al Festival 2016 ("pu*****"). Ma il brano è debole debole: non ha un ritornello che resta in testa e le strofe si susseguono un po' stanche. Eppure per i bookmaker è tra le favorite alla vittoria finale.

7 Rocco Hunt. Al Festival porta un funk tra inglese e salernitano, rappato quanto basta. Comunque vada, avrà successo. Per Rocco anche questo è "un giorno buono". 

6,5 Dolcenera. Una ballata soul alla Aretha Franklin periodo Atlantic. Lei ha tutto: suona, canta, compone, c'ha il fisico e sa come affrontare il pianoforte. Ma deve ancora proporre una canzone che diventi un hit.

6,5 Enrico Ruggeri. Sempre più rock e sempre più magro. "Rrouge" è l'unico con un brano post-new wave al Festival, una vera rarità. Gli riuscirà il bis di "Mistero"? 

5 Giovanni Caccamo e Deborah Iurato. La canzone è stata scritta da Giuliano dei Negramaro. Lui è esile, con una voce originale. Lei è più convenzionale, come canto, ed è uscita dalla scuola di Amici di Maria de Filippi. La coppia funziona in video ma la canzone è debole.

5 Valerio Scanu. Posa ieratica, abito minimal-religioso. Valerio sembra volare sopra le vicende del Festival, come se la gara non lo riguardasse. A un distacco sì regale dovrebbe corrispondere una canzone meno esplicita ("Tu non mi hai capito mai"). Mea culpa.

5,5 Irene Fornaciari. Ha spiegato che il brano parla del dramma dei migranti (in effetti c'è l'immagine di un bambino sulla spiaggia lasciato dal mare). Meno male, perché le strofe non sono così comprensibili né dirette. E lei sembra sempre un po' vaga nell'interpretazione.

 

 

 

 

 

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