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19 novembre 2017

Spettacoli

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12.09.2017

Rkomi, il rapper
che «scrive rime
per non fare la fame»

Rkomi con i fans alla Feltrinelli Express FOTO BRENZONI
Rkomi con i fans alla Feltrinelli Express FOTO BRENZONI

Un rapper dal flusso vocale molto originale, difficile da categorizzare: a volte segue il ritmo, altre lo anticipa, ci scivola sopra e crea incastri poetici. Basta ascoltare anche un solo brano di Rkomi (vero nome: Mirko Martorana, milanese, classe 1994) per rendersi conto che è un fuoriclasse del rap. La devono pensare così anche gli oltre 200 tra ragazze e ragazzi, ieri in fila per ore davanti a La Feltrinelli al primo binario della stazione di Porta Nuova. Tutti si sono messi in coda con una copia di “Io in terra”, il primo album del rapper nato a Milano. Tra i primi fan, un ventenne allampanato che non ha dubbi: «Rkomi, tu hai fatto il disco dell’anno!», e il rapper, con una certa calma, gli risponde: «Sì, l’idea era quella…». Presuntuoso? Meglio dire orgoglioso. “Io in terra” è un disco hip hop lontano dagli stereotipi italiani del genere. Il “flow” verbale di Rkomi è simile alle improvvisazioni jazz. «Volevo sperimentare e ampliare i miei orizzonti», ammette lui. «Non siete i primi a dirmi che nel disco c’è molto jazz. Sì, negli ultimi anni ho aperto la mia mente ad ascolti diversi». Difficile paragonare Rkomi a un altro rapper italiano. «Ah, questo volevo! Ho provato e riprovato, fino a trovare una mia identità». Nelle sue confessioni in rima si ritrovano metafore, allitterazioni, enjambement. Molto spesso il senso di una strofa finisce in quella successiva, con poetico effetto di sospensione. «Mi piace spezzettare le strofe», ammette, «o scrivo rime o muoio di fame, ma mai di parole». GBR

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