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15 agosto 2018

Spettacoli

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14.10.2017

Passione e rigore
grande Anna Tifu

La violinista Anna Tifu per il concerto inaugurale degli Amici della Musica FOTO BRENZONI
La violinista Anna Tifu per il concerto inaugurale degli Amici della Musica FOTO BRENZONI

Il concerto inaugurale degli Amici della Musica è stato affidato quest’anno alla violinista cagliaritana Anna Tifu, da una decina d’anni balzata alla ribalta internazionale per aver vinto il prestigioso Concorso Internazionale «George Enescu» di Bucharest, e dopo essersi aggiudicata il Viotti appena quindicenne.

Rispetto agli anni della formazione, dapprima con Accardo all’Accademia Stauffer di Cremona e poi al Curtis di Philadelphia con Aaron Rosand e Shmuel Ashkenazy, ora Anna Tifu è una meravigliosa musicista nella piena consapevolezza della maturità. La tecnica eccellente, l’intonazione che non si discute, il suono calibrato a seconda dello stile e del musicista da interpretare, la chiarezza della lettura, percepibile dall’articolazione asciutta del fraseggio, danno la misura di questa interprete essenziale, misurata e passionale allo stesso tempo che ha catturato l’attenzione e il favore del pubblico, e avrebbe meritato anche il teatro pieno.

L’impegnativo e lungo programma iniziava con la terza Sonata di Brahms, Op. 108 seguita dalla Sonata in Sol maggiore di Ravel, vero capolavoro dell’autore francese che sembra calzare a pennello con la sensibilità di Anna Tifu. In tutte e due le partiture di Ravel (è stata eseguita anche la celebre Tzigane) infatti la virtuosa ha saputo trasmettere attraverso (o nonostante) gli impervi passaggi tecnici tutte le sfaccettature della personalità raveliana e tutte le sperimentazioni sonore, ritmiche, stilistiche e trascendentali che l’autore stava esplorando negli anni Venti.

Completava il programma la brillante Sonata in Re maggiore di Prokofiev, resa anch’essa con essenziale pulizia e estremo controllo della resa sonora. Una sottolineatura particolare va fatta per il pianista Julien Quentin, musicista di gran classe che ha mostrato un affiatamento particolare con la Tifu ed eguale maestria in partiture di particolare impegno anche per lo strumento a tastiera: entrambi al servizio della musica e, almeno apparentemente, per nulla preoccupati da problemi di qualsivoglia prevaricazione sonora.

Un bel concerto, insomma, di quelli che si vorrebbero sentire più spesso, apprezzato dal pubblico che a furia di applausi ha strappato una intensa Thais di Massenet fuori programma.

Chiara Zocca
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