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24 ottobre 2017

Spettacoli

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16.03.2017

Passione di Tosca
La cantante
che visse d’amore

«Tosca» di Puccini nell’allestimento del 2006. Da domenica alle 15.30 è in scena
«Tosca» di Puccini nell’allestimento del 2006. Da domenica alle 15.30 è in scena

Ritorna al Filarmonico -a partire da domenica prossima (alle 15.30) - l’allestimento della Tosca pucciniana ripreso dall’edizione del 2006, firmato nella regia, scene e costumi da Giovanni Agostinucci. Un’opera, Tosca, che ha sempre goduto delle simpatie del pubblico, anche come capolavoro-chiave dello stile del compositore toscano, il cui successo non ha mai dato segni di stanchezza.

Con Tosca il musicista seppe imporre la linea che più si accordava al suo senso del dramma, legato al ritmo di un testo che segue la via più diretta per raggiungere i suoi scopi. Puccini riplasmò, insomma, situazioni e personaggi in modo omogeneo alla sua dinamica teatrale e alla natura del suo canto.

La protagonista è l’amante focosa e imperiosa che non esita a «smaniare» in chiesa, esibendosi in una violenta scena di gelosia ed è la stessa creatura che come una pia fanciulla, s’inginocchia devotamente dinanzi alla Vergine e le offre fiori.

È la grande artista che si umilia come una donnicciola qualsiasi quando si prosterna disperata ai piedi dell’aguzzino e implora pietà per il suo uomo.

Ed è la stessa creatura che, come una virago, brandisce un tagliacarte per trucidare il boia che la vuole in cambio della salvezza di Cavaradossi.

Questi sono taluni fra i ruoli più sensazionali interpretati da Floria Tosca: essa recita sempre, in ogni occasione. Fa perfino la maestra di recitazione quando insegna al suo amante come si muore per finta.

La sua è l’improbabile e impossibile vicenda d’amore e di morte di una famosa cantante, perciò non può fare a meno di trovarsi in scena, guardata anche dall’amato occhio dei riflettori.

Dall’inizio alla fine deve catturare e monopolizzare gli sguardi e l’interesse, l’attenzione e l’entusiasmo del pubblico. E per arrivare a questo utilizza ogni espediente, dal più assurdo al più inaudito, come nel rendez-vous con Scarpia. Proprio mentre si appresta a ucciderlo, lo obbliga ad ascoltare l’aria che la renderà celebre, «Vissi d’arte».

Il cast della prima al Filarmonico vedrà nella parte della protagonista, il celebre soprano friulano Fiorenza Cedolins, il tenore turco Murat Karahan come Cavaradossi, il baritono Giovanni Meoni come Scarpia. Nelle parti minori: Mikheil Kiria (Sagrestano), Gianluca Lentini (Angelotti), Antonello Ceron (Spoletta), Dario Giorgelè (Sciarrone), Daniele Cusari (un carceriere). A dirigere, il maestro Antonino Fogliani.

Gianni Villani
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