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24 settembre 2017

Spettacoli

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09.09.2017

Passepartout
all’Ongarine
Rivive la Parigi
che... canta

C’è fame di Parigi a Verona. Non dell’attuale capitale francese, ma della musica nata dalla sua Belle Époque, passando dagli anni Cinquanta e fino ai giorni nostri. La singolarità delle crescenti iniziative scaligere (recente l’esibizione al Du Schei della cantante parigina Agnès Debord) va in contrapposizione con l’oblio che sembra aver avvolto in Francia quel meraviglioso periodo di creatività poetica e musicale che influenzò tutto il mondo. Ci pensano i Passepartout stasera alle 20.30 al Caffè Ongarine di via XI Febbraio 10/12 di fronte alla chiesa di Quinzano a ricreare l’atmosfera del Lungo Senna di quegli anni.

Il progetto musicale Passepartout, di cui è leader Chiara Dal Molin, è molto interessante. Una sorta di viaggio musicale con l’intento di ricreare l'ambientazione della Parigi di strada in tutte le sue sfaccettature, dalle «chanson» degli anni Trenta ad oggi. Collaborano con la «chanteuse» tre noti musicisti dell’universo artistico veronese: Pier Brigo (contrabbasso e basso elettrico), Gianni Tomazzoni (chitarra) e Germano Campagnola (fisarmonica). «Sono felice di celebrare un grande traguardo che abbiamo raggiunto», sottolinea Chiara Dal Molin, «infatti, il prossimo ottobre suoneremo a Parigi alla Bellevilloise per il quarto Salon de l'Accordé, il grande festival nazionale francese dedicato alla fisarmonica, seguito in tutta Europa». Quindi, è una specie di riconoscimento artistico, una patente di francesità come unico gruppo italiano presente alla manifestazione. «Si riconosce il grande sforzo fatto per raggiungere il livello attuale e la nostra dedizione ad una musica ispiratrice per i cantautori di tutto il mondo». RO.C.

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