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15 dicembre 2018

Spettacoli

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07.12.2010

Offlaga, tra canzoni declamate e atmosfere dark

Un momento del concerto degli Offlaga a Interzona. FOTO BRENZONI
Un momento del concerto degli Offlaga a Interzona. FOTO BRENZONI

C'è un brano che riassume il valore della proposta artistica degli Offlaga Disco Pax, l'altra sera al Magazzino 22 di Interzona, tappa da tutto esaurito del «Prototipo tour». Il trio di Reggio Emilia coniuga musica new wave elettronica con satira e poesia, in un mix inedito di canzoni declamate, atmosfere dark e critica sociale.
A racchiudere queste caratteristiche è il brano Lungimiranza, «la mia visione del mondo a vent'anni», come ci spiega Max Collini, voce e autore dei testi, quanto di più intelligente vi possa capitare di leggere in un disco di rock italiano. «Lungimiranza parla di una serata di fine anni '80 che ho passato nel club dell'Arci del mio quartiere, lavorando in cucina. Una sera arrivano un cantautore e un fonico. Erano Vinicio Capossela e Luciano Ligabue, allora sconosciuti. Nel 1989 me li sono trovati davanti e quando ho sentito i discorsi che faceva Ligabue sul futuro radioso di Capossela, ho pensato che erano due illusi (e infatti dice: «Mi sembravano tutti fuori di testa»). Io, che lavoravo nel piccolo club della Federazione giovanile comunista, pensavo che di lì a poco avremmo avuto il socialismo. Insomma, ho le idee chiarissime sul futuro...».
Immaginate che quest'aneddoto, recitato con una voce convincente, con le pause giuste e un certo sapore sarcastico nell'inflessione emiliana, sia sistemato sopra una base sintetica prodotta da sole tastiere Casio, e avrete il punto più alto del concerto di Interzona. Ma anche Onomastica, con i nomi propri della provincia reggiana («Niente nomi di santi da lunario») usati per una litania ironica di «Atos, Babel, Boiler, Demos, Edmo, Eles, Enver, Engels, Enos, Eider, Idea, Idillio...» che sintetizza la ricerca di un'altra tradizione, lontana da quella dei santi e degli antenati.
Insomma, per provocare il sorriso (ma anche la risata, come nel caso dell'inedito, Bassline, tenuto come bis) gli Offlaga si affidano a testi di rara leggerezza e profondità, veicolati in maniera sorprendente dalla musica, scarna ed elettronica. «Ci siamo "relegati", in questo tour, a suonare tastiere-giocattolo», spiegano gli altri due Odp, Enrico Fontanelli e Daniele Carretti, «per una specie di gioco di rinuncia, una scelta che ha contraddistinto dall'inizio la nostra musica. La nostra scelta sonora, con le tastiere Casio, è limitata ma il discorso sul suono, per noi Offlaga, è fondamentale. Come lo è esplorare i confini di un suono limitato». G.BR.

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