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14 dicembre 2017

Spettacoli

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10.10.2017

Note, melodie e silenzi
La magia di Hosokawa

Il compositore giapponese Toshio Hosokawa in Sala Maffeiana FOTO BRENZONI
Il compositore giapponese Toshio Hosokawa in Sala Maffeiana FOTO BRENZONI

Note e melodie, ma anche lunghi intervalli di silenzi, un forte richiamo alla tradizione ma anche le influenze del mondo moderno, con le sue contraddizioni. C’è tutto questo nella musica di Toshio Hosokawa, tra i più interessanti compositori contemporanei, ospite d’eccezione nella serata a lui dedicata a pochi giorni dall’inizio dell’edizione numero tredici di ArtVerona, la manifestazione dedicata all’arte moderna e contemporanea. Che dimostra così di voler proseguire la sua indagine nella proposta più attuale dell’avanguardia musicale, e dopo aver avuto come ospiti d’eccezione figure di grande spessore nel panorama contemporaneo, come Arvo Pärt, Jennifer Walshe, Steve Piccolo, Staffan Mossenmark, si rivolge questa volta alle suggestioni di Hosokawa e del Takefu Ensemble, che domenica ha eseguito i pezzi del maestro nella serata organizzata da Wunderkammer nella Sala Maffeiana.

L’evento, realizzato in partnership con ArtVerona e Studio GP Consultants, e con il sostegno di Fideuram, Reale Mutua Agenzia Verona Sud, Galleria, Edizioni Stimmgraf e Tommasi Family Estates, è stato preceduto da un talk nel quale il maestro ha illustrato la sua poetica, intrisa di amore per la natura e di attenzione alla sua seducente ciclicità, introducendo il pubblico all’ascolto, con la partecipazione del compositore italiano Federico Gardella. E se dietro le quinte i musicisti hanno raccontato con entusiasmo e leggerezza la loro esperienza nell’ensemble, manifestando l’emozione di esibirsi, alcuni per la prima volta, nel nostro paese, sul palco hanno dato vita a un susseguirsi di virtuosismi che hanno suscitato grande attenzione e curiosità. Ed è proprio questa modalità di esecuzione, ricca di ritualità e approccio performativo che valorizza l’interazione tra il musicista, lo strumento, il pubblico, a sedurre gli ascoltatori, che assistono così a una performance completa dove si apprezzano anche la fisicità, la perizia tecnica, l’importanza del gesto.

Tra i brani più seduttivi, Gagaku, un pezzo di musica tradizionale giapponese per sho solo, eseguito da Mayumi Miyata, ma anche il duo per violino e violoncello, gioiello della musica da camera del repertorio contemporaneo, che è riuscito a trasformare una formazione classica in una sorta di unico strumento dove i timbri si trasfigurano in qualcosa di inedito, e il pezzo Elegy, eseguito in memoria di Klaus Huber, maestro di Hosokawa, scomparso lo scorso due ottobre.

Il pubblico ha dunque apprezzato l’opportunità, rara, di assistere all’esecuzione di un’orchestra giapponese con strumenti originali, che va così ad arricchire l’ampia offerta di eventi collaterali di ArtVerona aprendo di nuovo una finestra sulla musica di sperimentazione.

«Abbiamo avuto un’occasione unica: fare amicizia con la musica contemporanea è davvero difficile», commenta Pier Alberto Porceddu Cilione, docente di Estetica all’Università di Verona, supervisore dell’evento.

«Si tratta infatti di una musica poco eseguita, ma quella di Hosokawa è così profonda e poetica che non poteva non sedurre».

Silvia Allegri
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