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16 dicembre 2017

Spettacoli

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09.10.2017

Morelato e il Cimento di Vivaldi

L’esecuzione nella chiesa di San Bernardino FOTO BRENZONI
L’esecuzione nella chiesa di San Bernardino FOTO BRENZONI

Ha preso avvio alla presenza di un foltissimo pubblico nella chiesa di San Bernardino l’ottava edizione dell’Ottobre Musicale alla memoria di fra Terenzio Zardini, per moltissimi anni animatore musicale della comunità dei frati francescani, compositore e organizzatore delle rassegne Ottobre Organistico e Ottobre Corale, nonché stimato docente di armonia al Conservatorio Dall’Abaco.

Marco Morelato, ultimo degli allievi di Zardini e ideatore della rassegna, a capo della sua orchestra d’archi “Gaetano Zinetti”, ha pensato, dopo il successo dello scorso anno con l’esecuzione integrale dell’Estro Armonico vivaldiano, di ripetere l’esperimento con un’altra raccolta, la più celebre, del musicista veneziano, “Il Cimento dell’Armonica e dell’Inventione”.

L’esecuzione dei dodici concerti è iniziata nella serata inaugurale con sei composizioni tra cui Il Piacere, La Caccia, La Tempesta di Mare; i più noti concerti delle Stagioni saranno invece proposti nel secondo appuntamento, sabato 14 ottobre.

La raccolta vivaldiana è stata introdotta dalla musicologa Laura Och, che si è soffermata sulla personalità poliedrica dell’autore, esperto compositore di opere teatrali, impresario e oculato promoter anche a livello editoriale della propria musica; la studiosa ha inoltre brevemente illustrato i caratteri salienti di alcuni dei concerti in programma per favorirne la comprensione al pubblico.

I violinisti che si sono alternati nel ruolo di solista sono stati Guglielmo De Stasio (Il Piacere, La Caccia), Carlo Lazzari (La Tempesta di Mare, RV 210 in Re maggiore) e Paolo Ghidoni (RV 242 e 332, rispettivamente in Re e Sol Minore).

I tre hanno evidenziato caratteristiche molto diverse che hanno fortemente connotato le esecuzioni: De Stasio ha messo il rigore e la precisione al servizio del virtuosismo, fornendo una prestazione di grande brillantezza. Lazari ha fatto mirabilmente cantare il suo strumento e ottenuto vertici interpretativi nei tempi lenti; Ghidoni, dal suono potente e modulato, ha espresso il proprio carattere istrionico sottolineando l’aspetto sorprendente della musica barocca. Morelato ha diretto con misura, lasciando grande spazio decisionale ai solisti; l’orchestra non è stata sempre precisa nell’intonazione (tra l’altro nell’incipit del RV 210 con violini all’unisono) ma ha in generale fornito una prova positiva. Successo caloroso con un tempo di concerto vivaldiano a tre violini come bis.

Chiara Zocca
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