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21 novembre 2018

Spettacoli

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23.05.2016

Mazzoli travolgente in Busoni

L’Orchestra Città di Verona in Sala Maffeiana
L’Orchestra Città di Verona in Sala Maffeiana

Ci volevano tecnica, sensibilità, ed un’ottima preparazione per affrontare e superare un esame piuttosto ostico come quello rappresentato da un Concerto per pianoforte ed orchestra pari a quello magistralmente eseguito ed interpretato sabato dall’Orchestra Sinfonica Città di Verona in Sala Maffeiana nella sua formazione cameristica guidata al pianoforte dal maestro Francesco Mazzoli.

Gli applausi convinti e ripetuti del pubblico che riempiva interamente la prestigiosa, ma piccola, location veronese, hanno promosso a pieni voti sia l’orchestra, formata da giovani, ma già valenti strumentisti, che Mazzoli nella sua duplice, grande prestazione: quella di raffinato maestro e quella di solista al pianoforte in cui si sono accompagnate e ben sposate alta tecnica, profonda sensibilità e grande raffinatezza artistica.

Davvero meritati gli applausi ed i consensi per tutti perché non era facile proporre e far gustare opere veramente eleganti, anche se talvolta poco conosciute, ma sicuramente di non semplice esecuzione come quelle presentate nel corso della serata offerta dalla “Giovane classicità”.

A cominciare dalle Sonate per pianoforte e orchestra K68,69,144, 336 di Wolfgang Amadeus Mozart in una nuova e fresca visione ricca di pathos che l’orchestra ed il pianoforte solista di Mazzoli hanno interpretato con pura eleganza ed esecuzione perfetta.

Davvero assai difficile ma tutto da gustare il Concerto in re minore per pianoforte e archi opera 17 (Kv 80) di Ferruccio Busoni a lui dedicato nell’occasione del suo 150° anniversario di nascita avvenuta ad Empoli nell’aprile del 1866. Un concerto in quattro tempi (Allegro, Adagio, Scherzo ed Allegro vivace) che si è proposto come un esempio di contaminazione tra la musica da camera e quella sinfonica, scritto in modo rapsodico e spesso cameristico. Ciascuno caratterizzato da particolari note stilistiche i quattro tempi del concerto hanno proposto nell’Allegro vivace una partenza velocissima ed uno scintillante virtuosismo del maestro Mazzoli sulla tastiera del pianoforte con il gioioso accompagnamento dell’orchestra in crescendo fino all’esplosione finale. Un grosso e meritatissimo applauso del pubblico per tutti.

Altrettanto tutto da meditare è stato il Concerto per pianoforte e orchestra in re minore K 466 di Mozart nella versione e cadenze di Busoni (1907). G.COR.

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