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21 novembre 2018

Spettacoli

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10.05.2015

Mazzoli, leggerezza e armonia nel «Concerto» di Dall'Abaco

Il complesso d'archi Città di Verona in Sala Maffeiana FVOTO BRENZONI
Il complesso d'archi Città di Verona in Sala Maffeiana FVOTO BRENZONI

Un'eccellente e gradevolissima serata di musica quella proposta dalla Giovane Classicità nella raccolta sala Maffeiana. Musica splendidamente eseguita dalla formazione cameristica di soli archi «Città di Verona», complesso fondato da Enrico de Mori nel 1966 ed altrettanto ben diretta, con precisione e gusto squisito, dal maestro Francesco Mazzoli, erede musicale di De Mori.
Ad impreziosire ancor più il concerto hanno contribuito il violino di Giada Broz ed il flauto traverso di Federica Giacomuzzi, ambedue artiste di talento raffinato e ormai più che delle promesse nel panorama musicale.
Brano d'apertura il Concerto in la minore op. 2 n. 4 del veronese Evaristo Felice Dall'Abaco. Un pezzo musicale, purtroppo, raramente eseguito, ma molto caro al maestro De Mori a cui era dedicato. I suoi tre movimenti (Aria, Largo, Presto) hanno offerto gradevoli sensazioni di leggerezza, di intensità dei suoni e di rarefatta armonia che hanno convinto il pubblico presente.
Di grandissimo rilievo il Concerto brandeburghese n. 5 BWV 1050 di Johann Sebastian Bach in cui Mazzoli ha messo in mostra le già ben conosciute doti di pianista potente e virtuoso capace di superare brillantemente le insidie della partitura (che è quasi da considerarsi come un vero concerto per pianoforte e orchestra) soprattutto nel primo tempo. Sebbene questo Concerto fosse stato pensato per clavicembalo dal suo compositore, la sua esecuzione con il pianoforte ha portato la sua espressione e la sua cifra stilistica ad una dimensione più sinfonica e concertata, la cui visione d'insieme e l'equilibrio delle parti sono mutati rispetto alla versione originale ma sono apparsi altrettanto interessanti. Un'esecuzione davvero convincente e molto applaudita grazie anche al contributo delle due soliste Giada Broz e Federica Giacomuzzi.
Il programma è proseguito con il marziale Concerto per pianoforte e orchestra n. 13 K415 di Mozart. Un plauso sincero va anche all'orchestra che ha saputo accompagnare con grande eleganza, raffinatezza e senso di misura il pianista. Un tocco propriamente primaverile hanno contribuito a dare sia l'ultimo brano in programma, la celeberrima Eine kleine Nachtmusik K525 di Mozart, sia la Badinerie (un movimento di danza in tempo pari di carattere gioioso e leggero) di Bach in cui ha potuto ancora brillare, il flauto traverso di Federica Giacomuzzi e la grande coesione dell'orchestra diretta da Mazzoli sempre con ispirazione mai priva di rigore.
Convinti ed assai prolungati gli applausi finali per questo Concerto di primavera realizzato col patrocinio di Expo 2015, del Comune di Verona e il contributo di Amia.

Giuseppe Corrà
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