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21 novembre 2018

Spettacoli

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12.05.2014

Mazzoli-Città di Verona è una fusione perfetta

Il direttore Francesco Mazzoli
Il direttore Francesco Mazzoli

Gratuito, ma di qualità raffinata e molto impegnativo il concerto offerto al teatro Ristori dal maestro Francesco Mazzoli che ha diretto l'Orchestra Città di Verona, creatura di Enrico De Mori, con la partecipazione del pianista Andrea Bacchetti su un prestigioso strumento della ditta Luigi Borgato.
In programma solo musica di Beethoven, tranne il pezzo finale eseguito a quattro mani da Mazzoli e Bacchetti: una trascrizione della Sonatina dell'Actus Tragicus di Bach da loro stessi operata. Il concerto ha avuto inizio con l'esecuzione dell'Ouverture tratta da Le creature di Prometeo, op. 43, un vivace e piacevole moto perpetuo, quasi sullo stile, ma ante litteram perché composto tra il 1800 e il 1801, di Paganini. Mazzoli ha diretto il complesso musicale con gesti pacati, ma precisi e sicuri, come nello stile del proprio insegnante De Mori alla cui scuola sta continuando il proprio percorso di perfezionamento.
Alle sue direttive ha risposto, sicura e ben amalgamata fra le varie parti, l'orchestra, dimostrando le proprie qualità già conosciute non solo a Verona ma in tutto il mondo grazie alle oltre 400 recite tenute dal 1966 a oggi. Qualità esaltate in modo particolare dalla Sinfonia n. 1, op. 21 ricchissima di colori e di ritmi nei suoi vari tempi: Adagio molto, Allegro con brio, Andante cantabile con moto, Minuetto: Allegro molto e vivace, Adagio, Allegro molto e vivace. Un pezzo tutto permeato di solennità e di maestosità pur se a tratti giocoso e anche pastorale. L'esecuzione ha saputo rendere con gusto e forza tutte queste sfumature e colorazioni musicali.
Dopo l'intervallo le note musicali hanno catturato nuovamente l'attenzione del pubblico grazie anche alla bravura con cui il maestro Andrea Bacchetti ha affrontato il pianoforte eseguendo il Secondo Concerto per pianoforte op. 19, che pare pensato da Beethoven per organo nei molti passaggi e interventi sia del solista che dell'orchestra.
Una tecnica strepitosa, una velocità di mani fantastica quella con cui Bacchetti ha dimostrato di saper affrontare la tastiera. E alle sue capacità tecniche e virtuosistiche va aggiunta la sensibilità dimostrata nell'eseguire il dialogo che il pianoforte intesse con l'orchestra. Pezzo di difficilissima esecuzione, specie per Mazzoli, che ha saputo seguire il solista assecondandone tutti gli estri e le libertà conservando però il pieno dominio dell'orchestra. E qui, ancora una volta, è venuta in luce la solida intesa, la capacità di interazione tra i tre protagonisti del concerto: il direttore Mazzoli, il solista Bacchetti e l'Orchestra città di Verona con una prestazione di altissimo profilo tecnico-musicale.
Ha fatto seguito il Quarto Concerto per pianoforte, op. 58, una delle opere più complesse e, forse, il più bel concerto per pianoforte che Beethoven abbia scritto.
Gli applausi prolungati e convinti hanno salutato la conclusione delle due ore di emozionante musica che ha visto protagonisti una già affermata orchestra e due giovani, ma di qualità già conosciute e promettenti: Francesco Mazzoli, (nato nel 1988) e Andrea Bacchetti (1977).
Il concerto, che segna la rinascita dell'Orchestra Città di Verona pronta ancora una volta ad offrire alla città di Verona i propri auguri per il Capodanno 2015, è stato inciso e a breve verrà pubblicato in disco che si aggiungerà alla ragguardevole discografia de «La giovane classicità».

Giuseppe Corrà
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