Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
24 aprile 2018

Spettacoli

Chiudi

01.04.2018

Martone mette al centro la modernità di Mozart

Una scena delle «Nozze di Figaro» che ha debuttato ieri al Filarmonico FOTO BRENZONIChristian Senn, il conte e Francesca Sassu, la contessa
Una scena delle «Nozze di Figaro» che ha debuttato ieri al Filarmonico FOTO BRENZONIChristian Senn, il conte e Francesca Sassu, la contessa

Una scena fissa per un capolavoro assoluto, ricco di brio e di azione come “Le nozze di Figaro” di Mozart, può lasciare alquanto perplessi. Ma la soluzione ideata dal regista Mario Martone (ripresa da Raffaele Di Florio) ha mostrato invece di funzionare benissimo, facendo fluire ancor più liberamente la musica e lo svolgimento teatrale. L’opera è stata accolta ieri con entusiasmo dal folto pubblico del Filarmonico, che ha premiato il debuttante direttore Sesto Quatrini, impegnato alla guida dell’Orchestra e del Coro areniani nel delineare un Mozart moderno per il suo equilibrio fra teatralità e coscienza filologica, giocati con brillantezza di suono. Un debutto che non ha deluso perché già dalla lettura dell’Ouverture emerge uno studio attento della partitura che mira a non tralasciare nulla delle preziose sfumature e finezze timbriche dosate abilmente da Mozart, in un allestimento proveniente dal Teatro San Carlo di Napoli, veramente sostanziale e coerente. Il movimento è creato da un sapiente uso degli spazi scenici e della prospettiva, dove i personaggi utilizzano le sfarzose scalinate simmetriche del palazzo - offrono spesso la sensazione di un esterno - mentre due praticabili avvolgono la buca orchestrale per dilatare il palcoscenico (alcune file di poltrone della platea sono state sacrificate) dando l’illusione di un prolungamento della sala e portando così gli interpreti in primo piano, che attraverso due doppie scale laterali possono scendere a cantare in platea, consentendo allo stesso pubblico di partecipare all’intenso intreccio della vicenda. Sono eleganti i costumi settecenteschi di Ursula Patzak, sfarzosi dove richiesti e mai troppo semplici per quelli della servitù. Funzionali le brevi coreografie di Anna Redi e le luci di Fiammetta Baldiserri, che accompagnano in modo puntuale tutti i momenti della storia. Nel comparto vocale, applaudite con calore tutte le protagoniste femminili, in particolare la disinvolta Contessa di Francesca Sassu, per la raffinata e calda vocalità sprigionata dalla malinconia del suo personaggio e la scanzonata e disinvolta Aya Wakizono nel ruolo del paggio Cherubino. Ekaterina Bakanova è una Susanna che cresce d’intensità emotiva fino all’aria dell’ultimo atto, mentre non sono da meno i protagonisti maschili. Christian Senn cura infatti con attenzione i dettagli caratteriali e vocali del Conte d’Almaviva ed il suo antagonista Figaro, Gabriele Sagona, spicca per le buone doti attoriali oltre che canore. Ottima la coppia Don Bartolo-Marcellina di Bruno Praticò e Francesca Paola Geretto che strappa sempre un sorriso. Colpisce, infine, la mimica espressiva e comunicativa di tutti gli interpreti (sono compresi le parti minori, da Bruno Lazzaretti, a Paolo Antognetti, a Lara Lagni, ottima Barbarina, a Dario Giorgelè, efficace Antonio). E così trionfa, ancora una volta, il grande valore umano e gestuale della musica di Mozart. •

Gianni Villani
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1