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20 giugno 2018

Spettacoli

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30.05.2018

Maler sulle orme di Joseph Roth ebreo errante morto di alcolismo

La copertina del nuovo lavoro di Maler, il cantautore nogarese Mattia Andreoli
La copertina del nuovo lavoro di Maler, il cantautore nogarese Mattia Andreoli

Il suo album precedente era "Mutamento", uscito nel 2010, e nei successivi ultimi anni il cantautore nogarese Maler, al secolo Mattia Andreoli, si è concesso poche volte anche dal vivo, una dimensine che non ha mai amato molto. È quindi con gran piacere trovare - da lunedì 28 maggio - su tutti gli store digitali il nuovo terzo album di Maler, un lavoro splendido e di indiscutibile spessore artistico (e culturale), che si intitola "Mu" ed esce per Parametri Musicali. Le quindici canzoni, tutte inedite e originali di Maler, sono ispirate alla vita e alle opere dello scrittore ebreo austriaco Joseph Roth, romanziere (e giornalista) del secolo scorso che raccontò e visse direttamente in termini drammatici lo sbriciolamento dell'impero austro-ungarico. Roth era nato a Leopoli in Galizia, attuale Ucraina nord-occidentale, e per diversi motivi condusse un'esistenza da ebreo errante tra Austria, Germania, Polonia, Francia, ove morì a soli 46 anni di alcolismo. Anima inquieta immersa totalmente, quasi mescolandole progressivamente senza via d'uscita, tra crisi e disgrazie personali parallelamente, appunto, alla perdita di una patria ideale, il mito della monarchia asburgica rimpianta/sognata dallo scrittore un po' come il padre scomparso presto dalla sua esistenza inghiottito dalla malattia mentale, come più tardi sarebbe avvenuto per la prima moglie di Roth (per certi versi la storia di Roth ha qualcosa in comune con quella di Thomas Stearns Eliot), Friedl cantata da Maler in un'omonima canzone. Come si può vedere, una vicenda complessa e anche contradditoria quella di Roth, ma Maler è riuscito quasi miracolosamente a rievocarla in liriche chiare, dense, poetiche ma concise, senza un orpello superfluo. Se magari nei pur ottimi lavori precedenti (ricordiamo che Maler ha già un notevole palmarès di allori: Premio Città di Recanati nel 2004, nel '06 il Premio Siae del Club Tenco quale miglior autore emergente dell'anno. Il Tenco,non a caso, lo aveva poi incluso nella importante raccolta compilation "La leva cantautorale degli anni zero") Andreoli tendeva un po' agli eccessi verbali (è un colto maestro del linguaggio, anche nei suoi risvolti ludico-estetici al servizione dell'ironia), qui in "Mu" tutto fila a meraviglia, il lavoro diverte, coinvolge, istruisce, gratifica, invita l'ascoltatore ad approfondire. Difficile chiedere di più a un cantautore veramente degno di tal nome. Il merito grande va anche ai suoi due compagni nell'impresa discografica, il suo abituale partner artistico Giancarlo Di Maria al pianoforte e agli arrangiamenti, il bravissimo Thomas Sinigaglia alla fisarmonica. "Mu" era il nomignolo con cui Joseph Roth era chiamato da bambino in famiglia, nonché il nome del mitico continente sprofondato nell'Oceano Pacifico. Par quasi ovvio tracciare un parallelo tra questo e l'impero austro-ungarico in via di dissolvimento. Musicalmente "Mu" è un album molto raffinato tra valzer, profumi di tango argentino, atmosfera da musette parigina. •

Beppe Montresor
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