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21 ottobre 2018

Spettacoli

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30.09.2018

Led Zeppelin, in tribunale «Stairway to Heaven»

Robert Plant e Jimmy Page dei Led Zeppelin a Londra
Robert Plant e Jimmy Page dei Led Zeppelin a Londra

ROMA L’oggetto del contendere è celeberrimo. Arcinoto. Talmente suonato e risuonato che nei negozi di chitarre di tutto il mondo, affisso nella saletta dove si possono provare gli strumenti, campeggia spesso un cartello: «No Stairway to Heaven, please». Il cavallo di battaglia dei Led Zeppelin, firmato da Jimmy Page e Robert Plant nel 1971, è lungo. Molto lungo: otto minuti e due secondi. Ma la parte incriminata è quella più famosa: l’arpeggio di chitarra acustica che apre il brano. Tecnicamente si tratta di un cromatismo discendente sulle note basse di un arpeggio in La minore. Una scala simile a quella contenuta in «Taurus», un brano degli Spirit datato 1967. Una prima causa, intrapresa da Michael Skidmore, curatore del patrimonio di Randy California, chitarrista degli Spirit e compositore del brano incriminato, si era conclusa nel 2016 quando una giuria federale di Los Angeles aveva assolto gli Zeppelin, escludendo il plagio. Ad alimentare i sospetti su una presunta “scopiazzatura“ c’era anche il fatto che gli Spirit e i Led Zeppelin si erano frequentati molto da vicino, condividendo un tour nel 1968 e nel 1969. Non abbastanza per ipotizzare un plagio, secondo Plant e Page, che hanno sempre sostenuto che la progressione degli accordi è talmente comune nel linguaggio del rock da non meritare la protezione del copyright. Un esempio simile si troverebbe anche nell’intro di «Michelle» dei Beatles. Ora però una corte federale di Los Angeles, composta da tre giudici della nona corte d’appello, ha riscontrato delle irregolarità nel processo del 2016, che è dunque da rifare. Durante il dibattimento, spiegano i giudici, non è stato possibile ascoltare il pezzo originale siglato da Randy Calfiornia, ma solamente una registrazione live. Inoltre il giudice distrettuale avrebbe sostenuto, sbagliando, che il copyright non copre le scale cromatiche, gli arpeggi e le sequenze di tre note, influenzando il parere della giuria. I Led Zeppelin non sono nuovi alle accuse di plagio: fin dall’uscita del loro primo album in studio, la rivista Rolling Stone accusò Page e compagni di aver copiato ’Black Mountain Sidè da un pezzo di Bert Jansch e ’Your Time Is Gonna Comè da ’Dear Mr. Fantasy’ dei Traffic. C’è poi ’Dazed and Confused’, che riprende piuttosto fedelmente (anche nel titolo) ’Ìm Confused’ di Jake Holmes. In Led Zeppelin II ci sono altrettanti casi: ’Bring It on Homè ha una introduzione molto simile alla omonima canzone di Willie Dixon, portata al successo da Sonny Boy Williamson. ’The Lemon Song’ è in qualche modo ispirata al blues ’Killing Floor’ di Howlin’ Wolf. •

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