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28 giugno 2017

Spettacoli

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18.03.2017

La passione di Prosseda
è un piano per Mozart

Roberto Prosseda è tra i fondatori di «Donatori di Musica»
Roberto Prosseda è tra i fondatori di «Donatori di Musica»

Una mattinata appassionata - il titolo «Passione ispiratrice» la definisce chiaramente - quella di domani in Sala Maffeiana (alle 11). Sarà il penultimo appuntamento I Virtuosi Italiani. Sul palco, con loro, Roberto Prosseda, uno dei pianisti più attivi della scena concertistica internazionale, balzato alla ribalta per alcune incisioni discografiche di successo. In particolare, le nove per Decca che riguardano Mendelssohn, comprendenti anche opere sconosciute (l’album «Mendelssohn Discoveries») del compositore tedesco, fra cui un concerto per pianoforte, con la Gewandhaus Orchester diretta da Chailly, ricostruito attraverso un manoscritto recuperato alla Bodleian Library e alcune Fughe e Sonate.

Prosseda - fondatore e presidente della Associazione Mendelssohn- è entrato al Conservatorio Respighi di Latina a dieci anni laureandosi a 19 anni nel 1994. Ha continuato a studiare all’Accademia Incontri col Maestro di Imola e all’International Piano Foundation di Cadenabbia, vincendo premi in numerosi concorsi pianistici.

Prosseda ha completato anche il suo dottorato di ricerca in Letteratura italiana alla Sapienza di Roma ed è sposato con la pianista Alessandra Ammara, sua partner in duo per pianoforte.

La prima parte della sua carriera è stata destinata alla scoperta di opere per pianoforte di compositori italiani trascurati, come Salieri, Rossini e Caetani. Ha pubblicato la prima edizione della Sonata di Salieri in do maggiore nel 2004. È pure co-fondatore e coordinatore artistico di «Donatori di Musica», una rete di musicisti e medici che organizzano concerti negli ospedali.

Nella mattinata di domani in Maffeiana eseguirà il Concerto in mi bemolle K 271 «Jeunehomme» di Mozart.

I Virtuosi Italiani la completeranno con la giovanile Sinfonia in re maggiore K 81di Mozart e la Sinfonia in re minore «La Casa del Diavolo» di Boccherini. G.V.

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