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17 gennaio 2018

Spettacoli

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10.01.2018

«La canzone d’autore? Narra la nostra storia»

Il regista Michelangelo Ricci FOTO BRENZONI
Il regista Michelangelo Ricci FOTO BRENZONI

Beppe Montresor Stasera alle 21 ad ingresso libero fino ad esaurimento posti, nella Sala Convegni della Gran Guardia (con la collaborazione dell’assessore alla Cultura, dell’Ufficio Cinema del Comune e del Movimento Nonviolento), verrà presentato in prima assoluta il docufilm La canzone d’autore secondo Enrico de Angelis. Ideatore e regista è Michelangelo Ricci, spezzino di nascita ora residente in Toscana, che dopo la proiezione si esibirà anche in un breve set cantautorale. Lei è regista, autore, cantautore, attore, direttore artistico…come preferisce presentarsi? Forse scrittore di teatro, più ancora che drammaturgo, è il termine che più sento vicino a me, ma in verità il teatro come lo intendo io combina un po’ tutti questi aspetti. Dal 2009 ho collaborato per la regia con il lub Tenco – seguendo non solo la Rassegna al Teatro Ariston di Sanremo ma anche tutti gli eventi collaterali – ma già dall’anno precedente ero intervenuto sulla scenografia. Com’è nato il suo rapporto con il Tenco? Da sempre sono appassionatissimo della canzone d’autore. Nel 2008 ho conosciuto Enrico de Angelis, lui era direttore artistico di un Festival dedicato a Piero Ciampi a Parma. Ci siamo incontrati lì, ci siamo ‘piaciuti’, mi ha impressionato il suo insieme di competenza e passione, le due cose combinate non sono così frequenti. E poi è una persona contemporaneamente colta, risoluta, capace di mettere in pratica un progetto, pur rimanendo dietro le quinte, senza alcuna ostentazione. Quando e perché avete deciso di fare il docufilm? Il centro focale è la persona de Angelis o la canzone d’autore? L’idea è mia, e ce l’avevo in mente da parecchio tempo, l’abbiamo girato solo nella primavera scorsa per precedenti problemi di tempo e logistica, Enrico è pieno di impegni, sta a Verona e io sulle colline pisane, e prima vivevo a Roma. Ho presentato il progetto del docufilm all’Università di Pisa, che lo ha inserito tra le attività studentesche. E’ impossibile separare la vita di de Angelis e la canzone d’autore, parlare di uno più dell’altra. A me interessava da una parte realizzare un ritratto personale e informale - Enrico ha assecondato questo mio desiderio, è stato un ‘attore’ molto spontaneo – e dall’altra evidenziare l’importanza della canzone d’autore nella storia italiana. Per ruolo culturale e di costume, è un fenomeno peculiarmente italiano. Eppure oggi si dice spesso che la canzone d’autore è una reliquia del passato… Oggi sono cambiati i suoi moduli di produzione e di trasmissione, ed è più difficile che un cantautore arrivi alla popolarità e all’influenza che poteva avere in particolare negli anni ’70. Ma la sostanza che qualifica la canzone d’autore rimane, c’è sempre tanta canzone d’autore in giro che val la pena cercare ed ascoltare. E’ una voce necessaria. •

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