Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
09 dicembre 2018

Spettacoli

Chiudi

20.01.2015

L'orchestra Mosaika sa ricucire il mondo

Il concerto di Mosaika, orchestra multiculturale del Baldo Garda, al Mazziano FOTO BRENZONI
Il concerto di Mosaika, orchestra multiculturale del Baldo Garda, al Mazziano FOTO BRENZONI

Non ci si aspettava un tale flusso di gente al «glorioso» Teatro Mazziano, per l'occasione sede del concerto di Mosaika, orchestra multiculturale del Baldo Garda diretta da due maestri concertatori di vaglia come Marco Pasetto e Tommaso Castiglioni. Purtroppo qualcuno non ce l'ha fatta ad entrare - ed è vero, l'ingresso era ad offerta libera - ma l'entusiasmo con cui è stata accolta l'iniziativa congiunta di alcune meritorie associazioni (Nella mia città nessuno è straniero, Cestim, Tante Tinte, Baldo Festival) è certamente un gran bel segnale, tanto più, sottolineavano gli organizzatori, in giornate difficili e convulse sul piano dell'integrazione tra popoli diversi, come quelle che stiamo vivendo. E quindi tributiamo un sincero plauso all'idea alla base della formazione di quest'Orchestra, che riunisce una ventina di musicisti - si tratta di un ensemble costantemente in progress sia dal punto di vista del repertorio che dei componenti - di provenienza, lingua e cultura diverse.
In questi casi, a nostro giudizio, lo specifico inusuale del punto di partenza del progetto prevale persino sull'effettiva resa artistica dello stesso. Intendiamoci, Pasetto, Castiglioni, cantanti e strumentisti fanno anche un ottimo lavoro, e non mancano i momenti coinvolgenti in questa festa di ritmi e colori. Dopodiché - ma è anche un nostro personale gusto - la «babele» sonora e culturale costruita dall'orchestra non facilita, proprio per la velocità quasi frenetica dei passaggi da un pianeta espressivo all'altro, l'immediata metabolizzazione emotiva dei diversi imput ricevuti dell'ascoltatore; ci stuzzicherebbe ancora di più, per dire, che l'Orchestra potesse in futuro proporre concerti di volta in volta differenti per scelta tematica, concentrandosi magari una volta sui ritmi dell'Africa Occidentale e la vonta successiva, magari, sul mondo degli ebrei sefarditi, per addentrarci con più tempo e profondità in tali mondi.
Ma evidentemente l'idea di partenza dell'Orchestra è proprio quella di mettere vicino, hic et nunc, culture lontane, come possono essere la canzone d'autore del simpatico colombiano Raul Alzate e un canto lappone, un testo sacro arabo del dodicesimo secolo introdotto dal liuto di Hamza Sellami e la melodia cimbro-celtica di Binte musicata da Emanuele Zanfretta su testo dei Fratelli Cipolla. E via dicendo. Particolari applausi al percussionista Ernesto Da Silva, che pur febbricitante non ha voluto mancare alla «festa», assicurandole un corredo ritmico senza cali di tono.

Beppe Montresor
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1