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20 giugno 2018

Spettacoli

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03.06.2018

L’incanto di Saint Saëns con l’organo

Il concerto dell’altra sera a Isola della Scala
Il concerto dell’altra sera a Isola della Scala

C’era molta attesa l’altra sera, all’abazia di S. Stefano di Isola della Scala (chiesa stipata di pubblico), per l’esecuzione della grande Terza Sinfonia di Saint Saëns con organo. Era la prima volta a Verona -almeno in epoca moderna- che si poteva ascoltare la difficile partitura del musicista francese, con la presenza dal vivo di uno strumento a canne reale, difficile da reperire se non in una chiesa. L’avevamo potuta ascoltare due anni fa in occasione del Settembre dell’Accademia, quando l’Orchestra di S. Cecilia, con la direzione di Antonio Pappano, l’aveva proposta al Filarmonico. Ma in quella occasione il complesso romano si era servito di una apparecchiatura elettronica per la sostituzione dell’organo. Ora invece la sinfonia ha fatto bella mostra di sé in occasione del ciclo di concerti “Sit laus plena”, con l’intervento della Symphonic Orchestra di Arad diretta da Johannes Skudlik. I 60 elementi della celebre orchestra romena, dopo l’interpretazione della Prima Sinfonia di Schumann, si sono affiancati al grande organo sinfonico dell’abbazia, suonato dal titolare Roberto Bonetto, per dare vita alla monumentale pagina di Saint-Saëns. Dall’irrequieta leggerezza di Schumann si è quindi passati alla grandéur del sinfonismo romantico che mette in campo l’orchestra nella sua maggiore estensione possibile, dove il pianoforte entra a far parte dell’orchestra per amalgamarsi con gli altri strumenti. E con esso anche l’organo. La fuga finale è trascinante e con essa si sviluppano tutte le volute sonore possibili, ricamate dai tremendi accordi dell’organo in fortissimo, pur non sovrastando mai l’orchestra. Ancora una volta ha stupito la ricchezza di sfaccettature offerta da Skudlik -già protagonista a San Zeno con il pianoforte "Doppio Borgato"- per la padronanza del repertorio e la capacità di trascinare l’orchestra. Grande è stata la risposta del pubblico che per oltre cinque minuti di applausi ha accolto con entusiasmo e altrettanto stupore questo concerto, realizzato grazie alla sapiente organizzazione del Teatro Capitan Bovo, di Chiese Vive e dall’associazione tedesca Festival e.V. promotrice dell’intero Festival Internazionale "Sit Laus Plena", giunto al secondo appuntamento e che ci accompagnerà in questo fine settimana nelle maggiori chiese veronesi con altri concerti di grande valore. •

G.V.
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