Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
23 ottobre 2018

Spettacoli

Chiudi

29.12.2017

L’Harlem Gospel Choir sa coinvolgere il pubblico

L’Harlem Gospel Choir si è esibito per due serate al teatro Ristori FOTO BRENZONI
L’Harlem Gospel Choir si è esibito per due serate al teatro Ristori FOTO BRENZONI

Gianni Villani L’Harlem Gospel Choir è certamente il più conosciuto e longevo fra i gruppi dediti alla cultura del gospel. E fra i più intonati nel suo differenziato repertorio. Lo ha confermato per il secondo anno di seguito al Teatro Ristori con un concerto (ieri sera la replica) che ha lasciato decisamente il segno. L’ensemble americano, forte di nove membri -altri della compagine stanno svolgendo l’identico compito in giro per il mondo- sono tornati col tradizionale accompagnamento di due strumentisti alle tastiere e alla batteria, rinnovando una prestazione di consistente impatto e di estrema piacevolezza, che il pubblico ha vivamente apprezzato e lungamente applaudito, oltre ad averlo condiviso nel canto con alcuni giovani invitati sul palcoscenico. Le voci (sei femminili e tre maschili) sono ben integrate tra loro ed equilibrate nel variegato repertorio in programma. La duttilità, la precisione ritmica, la capacità di governare le dinamiche, la facilità con cui si fondono le voci, sono contrassegni inconfondibili di cantanti che hanno alle spalle una consapevolezza ed una precisa cognizione dei propri rilevanti mezzi, dove alla base della loro ottima esecuzione c’è sempre un progetto esecutivo che traduce in termini tecnici l’attuazione di un preciso obiettivo. Di tutto questo l’Harlem Gospel Choir ha dato ampia prova in un’immancabile prima parte del concerto quasi interamente dedicata allo spirito del gospel, con le sue radici cristiane in cui sono spiccate le due note “Souled Out” e “Celebrate the King” di Ricky Dillard, nonché “Every Praise”, “Do you know Him” di Hezekiah Walker e “Chasing/Lord UR Awesome” di William Murphy. Ma uno speciale tributo l’Harlem non lo ha voluto far mancare alle canzoni di Giselle Beyoncé, con l’iniziale “Halo”, proseguito nella ripresa con le sue più note “Listen, Irreplaceable e Sweet Dreams/Dangerously in Love”. Nella parte terminale del concerto si è poi tornati al clima natalizio con la proposta del tradizionale “Christmas Carol Medley”, musicato da Mason Brow e gli arrangiamenti di altri canti popolari come “O Happy Day” e “Celebrate”. Gospel, quest’ultimi, che hanno festosamente contagiato e coinvolto l’esaurito Ristori, invitato a unirsi nella danza e nell’applauso ritmato. Al pari del bis finale “When Jesus Say Yes”, tanto per tornare ancora a Giselle Beyoncé. Applausi particolari hanno meritato le soliste Shacara Mc Laurin, Tatiana Adams (un’autentica rivelazione), LennAsia Harwey e Christine Stevens. Ma non le sono state da meno quelle consistenti maschili di Julian Summers (anche un anno fa decisamente il migliore dei colleghi) e Kyron Elcock. Puntuali infine le tastiere di Stephen Hall e la batteria di Joshua Keitt. •

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1