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19 ottobre 2018

Spettacoli

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12.02.2018

Jordi Savall traduce in musica «Tous les matins du monde»

Jordi Savall con Le Concert des Nations al Teatro Ristori FOTO BRENZONI
Jordi Savall con Le Concert des Nations al Teatro Ristori FOTO BRENZONI

Quante volte Jordi Savall si sia esibito sui palcoscenici veronesi è difficile ricordarlo. Forse la prima gliela concesse l’Accademia Filarmonica nel 1997 con la sua rassegna Le Nuove Musiche, in cui Savall si presentò in Sala Maffeiana alla guida di uno dei gruppi da lui formato: l’Hespèrion XX. L’altra sera il celebre violoncellista catalano era invece a capo dell’ensemble Le Concert des Nations - complesso in assetto variabile, da lui stesso inventato - per ricordare il 25° anniversario di una celebre colonna sonora che congegnò per il film Tous les matins du monde. Una pellicola che nel 1992 incontrò molto seguito, per la sua ambientazione storica ai tempi di Luigi XIV e nel mostrare l’eminente musicista Marin Marais intento a ripercorrere la sua giovane vita quando fu brevemente allievo di Monsieur de Sainte-Colombe. Savall mostra di trovare sempre le adeguate chiavi per ogni repertorio che intende proporre al suo pubblico. Anche se un genere prevede numerose ripetizioni egli riesce ad introdurre una grande varietà. Punta pertanto, e non solo, sulla contrapposizione fra sezioni solistiche e corali, talvolta perfino con accenni di polifonia, ma anche sull’impiego di numerosi strumenti musicali –flauto traverso, violino, tiorba, viola da gamba bassa, clavicembalo. Nello specifico caso dell’altra sera è la musica di Marais, con i Couplets de Folies, ad impressionare l’auditorio. L’autore che forse più di ogni altro ha sviluppato le potenzialità virtuosistiche ed espressive della viola da gamba, di cui scrisse ben cinque Libri di “Pièces de viole”, comprendenti alcuni tra i suoi più significativi capolavori attraverso i quali ampliò notevolmente anche la timbrica dello strumento e le stesse modalità di esecuzione. La traduzione musicale di quel film sul palcoscenico del Ristori ha avuto esiti a dir poco strepitosi! Il pubblico dopo due ore e più di concerto è rimasto incollato alle poltrone a chiedere ripetuti bis: dapprima un brano scritto per la nascita di Luigi XIII futuro re di Francia e quindi due Tambourins di Rameau. Savall, dopo il primo brano di Couperin della seconda parte si è rivolto al pubblico per raccontare una bellissima storia documentata su Mr. de Sainte-Colombe e Marin Marais. Il Ristori era sold-out, animato da un pubblico giovane e partecipe, a salutare una macchina perfetta come Le Concert des Nations, impegnata nei due eleganti concerti di Mr. de Sainte-Colombe per due viole concertanti (una era quella di Savall). Fra le individualità straordinarie del complesso, rimarchevole quella del violinista argentino Manfredo Kraemer, che ha fatto sfoggio di grande virtuosismo nelle ardite fioriture, con un suono energico e caldo allo stesso tempo. E una particolare menzione meritano senz’altro il cembalista italiano Luca Guglielmi, perfetto nel sorreggere i dialoghi tra gli strumenti e il collega Xavier Diaz-Latorre alla tiorba e chitarra barocca. Il pubblico ha calorosamente applaudito una prestazione assolutamente all’altezza, in una serata letteralmente da incorniciare. •

Gianni Villani
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