Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
21 settembre 2018

Spettacoli

Chiudi

05.03.2018

Il rock letterario di Lee Ranaldo nel segno dello scrittore Lethem

Il chitarrista Lee Ranaldo è nato a New York nel 1956
Il chitarrista Lee Ranaldo è nato a New York nel 1956

Per trent’anni Lee Ranaldo è stata chitarrista nei Sonic Youth, la rock band americana più amata, riverita e copiata della scena alternativa anni ’80-’90. Dissolta la coppia (anche nella vita) Kim Gordon-Thurston Moore che teneva unita la «Gioventù Sonica», Ranaldo ha iniziato una carriera come cantautore rock meno incline alla sperimentazione. Domani e mercoledì passa per l’Italia con il suo nuovo tour. Due le tappe: domani alle 21 a Trento, al Teatro Sanbàpolis per la rassegna Transiti – Musiche in Movimento, promossa dal Centro servizi culturali Santa Chiara; e mercoledì, sempre alle 21, al Circolo Magnolia a Milano, vicino all’Idroscalo. Ranaldo sarà con il suo Electric Trim Trio, dal nome del suo recente album, dominato dalle chitarre acustiche. Come ha rilevato lo stesso musicista americano, dopo trent’anni di suoni radicali, imbracciare un’acustica, almeno per lui, è sperimentare qualcosa di diverso. L’album «Electric trim» lo vede collaborare con la cantante Sharon Van Etten, con lo sperimentarore Nels Cline dei Wilco, il produttore spagnolo Raul Refree e Kid Millions, il batterista della avant-rock band Oneida, uno dei mille gruppi che devono molto ai Sonic Youth. Ma la collaborazione più intrigante non è con un musicista, ma con lo scrittore Jonathan Lethem, co-autore dei testi. Leggendo il suo saggio su un disco dei Talking Heads, si capisce che Lethem è uno dei novelist - insieme a Nick Hornby, ovvio, e ai nostri Baricco e Carofiglio - a capire l’essenza della musica rock. In «Electric trim» i brani oscillano da ballate ambient folk a pop song influenzate dai Beatles più orchestrali e proprio dai Wilco, esponenti di una «musica cosmica americana» che mira ad ampliare i confini del rock fino alla rarefazione. La narrazione per immagini rimanda ai Beat e al flusso di coscienza di certe canzoni lisergiche firmate da John Lennon. Tutto scorre fluido, complice la lunghezza non convenzionale dei brani (tranne uno, tutti sopra i 5-6 minuti). Ad accompagnare Lee in tour sono due polistrumentisti: il produttore Refree e Cayo Machacones. •

Giulio Brusati
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato in Informazioni sulla Privacy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1