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17 novembre 2017

Spettacoli

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11.09.2017

Il piano di Beatrice
e l’orchestra
di San Pietroburgo

La giovane pianista Beatrice Rana
La giovane pianista Beatrice Rana

Nuovo appuntamento domani alle 20.30 per “Il Settembre dell’Accademia“. Sarà la Filarmonica di San Pietroburgo diretta dal maestro Yuri Temirkanov a sostenerlo, col supporto solistico di una pianista emergente: la pugliese Beatrice Rana.

Sarà lei infatti l’interprete del «Primo Concerto in si bemolle minore op. 23» di Ciajkowskij, uno dei cavalli di battaglia dei pianisti professionisti. Il compositore russo si abbandona qui ad una magniloquenza non priva di felice ispirazione. La tecnica del solista è trascendentale e di forte presa sul pubblico, anche se la qualità delle idee non è sempre nobile come si vorrebbe. Forse in qualche punto l’istanza retorica supera la necessità espressiva, ma nel suo complesso il «Primo Concerto» merita la sua fama, rimanendo una pagina caratteristica per la comprensione del mondo musicale del suo autore.

L’immagine pubblica di Beatrice Rana è esplosa quando la giovane si è affermata al Concorso di Montreal del 2011 e ha vinto la medaglia d’argento al Concorso Van Cliburn del 2013. Nel settembre di due anni fa è stata nominata New Generation Artist della BBC e nel 2016 ha ricevuto il Premio Abbiati dalla critica musicale italiana come migliore solista dell’anno. Nata da una famiglia di musicisti, ha debuttato in orchestra a soli nove anni. Vive attualmente a Roma, dove continua gli studi col suo mentore, il pianista Benedetto Lupo, dopo essere stata allieva della Hochschule fȕr Musik di Hannover.

La seconda parte del concerto sarà interamente occupato dalla Suite sinfonica «Shéhérazade op. 35 di Rimski Korsakov», pagina composta nel 1888 ispirata da alcuni episodi e quadri tra loro slegati, delle Mille e una notte. Racconta infatti come il sultano Sciakhriar, convinto della falsità e dell’infedeltà femminile, abbia giurato di mandare a morte ognuna delle sue mogli dopo la prima notte. Una di queste, Shéhérazade, si salva la vita grazie alle novelle con cui intrattiene il sultano per 1001 notti. Spinto dalla curiosità egli rimanda da un giorno all’altro l’esecuzione della donna e finisce col rinunciare al sanguinario proposito. Descrivendo musicalmente questa trama, Rimski Korsakov si rifà ancora una volta ad elementi esotici di derivazione orientale, fino all’ultimo episodio, ricco di colori e di ritmi che anticipano direttamente Stravinskij, una delle pagine più belle che si siano scritte nella Russia del tardo Ottocento.

La Filarmonica di San Pietroburgo è quasi di casa a Verona, dove si è esibita la prima volta nel 1998, con la direzione della sua ormai storica guida, il maestro Yuri Temirkanov. Direttore ed orchestra si incontrarono per la prima volta 50 anni fa, nel 1967, ma Temirkanov ne divenne il direttore artistico e direttore principale solo nel 1988 per completare importanti tour internazionali ed incisioni discografiche. Tuttavia la celebre bacchetta russa ha assunto negli ultimi 40 anni anche altri importanti incarichi internazionali, come la direzione principale ospite della Royal Philharmonic londinese, della Filarmonica di Dresda, delle Sinfoniche di Baltimora, della Radio Danese e del Teatro Bolshoi di Mosca. Nel 2014, con la S. Pietroburgo ha compiuto diversi tour internazionali, in Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Giappone, Messico, Stati Uniti, Mosca e per la prima volta a Baku al Festival internazionale Rostropovic.

Gianni Villani
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