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24 giugno 2017

Spettacoli

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20.04.2017

Il «Nabucco» si trasferisce nel Risorgimento

Il sovrintendente Giuliano Polo con il regista di «Nabucco», Arnaud Bernard FOTO BRENZONIMikheil Sheshaberidze
Il sovrintendente Giuliano Polo con il regista di «Nabucco», Arnaud Bernard FOTO BRENZONIMikheil Sheshaberidze

Un «Nabucco» in versione risorgimentale: così si presenterà la nuova produzione operistica con cui l’Arena aprirà il 95° Festival, la sera del 23 giugno.

«Non sarà in una versione tradizionale», ha spiegato ieri il regista francese Arnaud Bernard nell’illustrazione dell’opera alla stampa, «con l’abituale lettura “biblica” con cui viene di solito rappresentato, ma è nello spirito fedele al testo. Mi cimento da anni con titoli verdiani», ha continuato Bernard, «ma è la prima volta che affronto Nabucco».

Nel ricordare come sia stato il film «Senso» di Luchino Visconti a colpirlo ancora da giovane, il regista ne ha evocato alcuni passi, come l’insurrezione del pubblico ad una rappresentazione di «Trovatore» al Teatro Fenice con il lancio di volantini tricolori contro gli austriaci che occupavano il Lombardo Veneto. «Questa scena così significativa segnò profondamente la mia fantasia e per questo motivo non ho potuto resistere alla tentazione di unire quest’opera con il Risorgimento italiano».

Il «Nabucco» visto da Bernard sarà dunque ambientato idealmente nella Milano delle Cinque giornate (la scenografia è di Alessandro Camera), con al centro uno dei maggiori simboli della cultura musicale italiana e della libertà creativa: La Scala.

«L’azione si svolgerà attorno al teatro durante una reale rappresentazione di «Nabucco», per sottolineare ancor di più quanto l’opera e la musica di Verdi potessero accendere gli animi. Certamente in scena ci saranno le barricate e tanto di altro per ricostruire il particolare momento in cui l’opera è stata scritta. Ma non lasciatemi dire di più perché toglieremmo il bello della suspense. Voglio un teatro creativo, poetico -il pubblico non vedrà una scena fissa- non un’operazione gratuita, forte e fedele che sappia coinvolgere il pubblico. E soprattutto che lo faccia pensare, come deve sempre fare pensare il teatro. Confido nella clemenza del tempo per fare le dovute prove, perché la mia regia sarà anche cinematografica, come conviene all’Arena».

Il sovrintendente Giuliano Polo aveva aperto la conferenza stampa di ieri, presentando Arnaud Bernard e «la sua idea molto originale». “È una produzione interamente costruita dai laboratori areniani», ha continuato Polo, «che vorrei additare come vero patrimonio dell’umanità ed elemento che favorirà il rilancio del nostro teatro. Siamo riusciti a creare attorno a questo nuovo allestimento anche un cast di alto livello, come si conviene ad una apertura di stagione».

«Nabucco» sarà diretto per nove serate dal maestro Daniel Oren, rimpiazzato per le ultime rappresentazioni dalla promessa spagnola Jordi Bernàcer. Nel ruolo di Nabucco si misurerà, per le prime tre recite, il baritono George Gagnidze, con Lòpez Linares, Boris Statsenko e Sebastian Catana a sostituirlo nel resto della stagione. In quello di Abigaille si alterneranno Tatiana Melnychenko, Anna Pirozzi e Susanna Branchini, mentre con Zaccaria di misurerà il giovane russo Stanislav Trofimov, un basso in grande prospettiva. Ismaele sarà Walter Fraccaro e Fenena la romena Carmen Topciu, con il Gran sacerdote di Belo di Romano Del Zovo, l’Abdallo di Paolo Antognetti e Anna di Madina Karbeli. Del nuovo allestimento di «Nabucco» è stato anche proiettato ieri un video per la stampa. Il sovrintendente Polo ha concluso il suo intervento promettendo per la prima quindicina di maggio, l’ufficializzazione dell’intero cast dell’estate e il cartellone del prossimo festival 2018.

Gianni Villani
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