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16 novembre 2018

Spettacoli

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24.10.2018

Il gran ballo dei Maneskin «Un messaggio di libertà»

I Maneskin. Venerdì esce il loro primo album «Il ballo della vita»
I Maneskin. Venerdì esce il loro primo album «Il ballo della vita»

MILANO Un anno dopo l’ingresso nell’arena di X Factor, che li ha fatti conoscere a tutta Italia, i Maneskin arrivano venerdì 26 ottobre con il loro esordio discografico, «Il ballo della vita», e con un preciso messaggio di libertà. «Il ballo è un atto che avvicina le persone, fa perdere le sovrastrutture e fa uscire la parte più spontanea di noi», dice la bassista Victoria, presentando con gli altri compagni di viaggio il disco, ieri a Milano (assente solo il batterista Ethan, bloccato da un’appendicite). Questo messaggio ha una musa ben precisa, che il pubblico più affezionato ha imparato a conoscere: «Marlena è il filo conduttore - spiega Damiano, frontman del giovanissimo ensemble romano - Abbiamo cercato di dare un nome, un volto e una voce al nostro messaggio di libertà». Libertà che è rivalsa dopo un passato di porte sbattute in faccia e un presente non privo di odio, generato dal modo di presentarsi della band: «Il nostro messaggio è trasmettere sicurezza alle persone - dice Victoria - Non bisogna farsi toccare dagli insulti o autolimitarsi: anche noi abbiamo rispettato il messaggio e non ci siamo imposti limiti di nessun tipo». Il risultato musicale di questo principio è ben visibile nel suono meticcio e rètro del disco, già udibile nei fortunati singoli «Morirò da re» e «Torna a casa». E se per Damiano il disco è «un’altalena di emozioni», lo stesso si può dire dei generi che vi sono rappresentati, spesso all’interno della medesima traccia: funk, disco, rap, blues rock, ballad elettrica, cori gospel, rock gitano, raggamuffin e molto altro si alterna fin dal primo pastiche, ’New Song’. A unire i diversi spunti è la storia tratteggiata dalle invocazioni a Marlena: cercata in «Torna a casa», invitata a ballare ne «L’altra dimensione», irraggiungibile ne «Le parole lontanè e infine riconquistata con ’Niente da dire». Nel mezzo il quartetto gioca anche con il rap, spalleggiati da Vegas Jones e dalla produzione di Don Joe in «Immortale»: «Abbiamo fatto questo featuring non perchè ci interessava entrare in quel mercato, ma perchè siamo figli di questa generazione - spiega Damiano - Stiamo crescendo ascoltando questa musica, ci piace e penso che il mio modo di scrivere sia influenzato dalle metriche rap». Il disco sarà accompagnato dal documentario ’This is Maneskin’, in bundle con il disco, e proiettato domani sera in molti cinema. A fine proiezione, il gruppo suonerà dal vivo quattro tracce nel cinema The Space Parco de’ Medici di Roma, performance che sarà trasmessa in streaming in tutte le sale. Il film sarà poi in onda su Sky Uno il 26 ottobre (con repliche) e contemporaneamente on demand su Timvision. •

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