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19 dicembre 2018

Spettacoli

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24.02.2018

Igudesman & Joo, classici riletti con estro irriverente

Il concerto del duo Igudesman & Joo al Teatro Ristori FOTO BRENZONI
Il concerto del duo Igudesman & Joo al Teatro Ristori FOTO BRENZONI

Aleksey Igudesman e Hyung-ki-Joo si sono conosciuti molti anni fa alla Yeudi Menhuin School. Luogo privilegiato per studiare a fondo la musica e fucina per mettere a punto idee e progetti per un futuro diverso, senza dover incrociare le strette vie della tradizione. Il successo ha arriso ben presto ai due, da quando hanno cominciato a far girare spettacoli come Big Nightmare Music, lo spassoso concerto che andato trionfalmente in scena al Ristori. Un concerto tutto da gustare, in cui I&J si divertono a trasgredire ad ogni regola e rigore esecutivo per lasciare il posto ad una comicità surreale e ad una dissacrazione colta e raffinata. Da quindici anni i due stanno insieme, ma con qualche colpo a sorpresa, qualche opportuna variazione inserita qua e là, il loro show continua a mietere successi. Una comicità musicale che si basa in definitiva su pochi meccanismi, sostenuti da un innato talento naturale e da una straordinaria capacità di saper “tenere” la scena, giocata tra il serio e il finto che è il giusto lasciapassare per far divertire il pubblico. In Big Nightmare Music ci sono numerosi riferimenti a Mozart, al Danubio blue di Strauss, alla Cavalcata delle Valchirie di Wagner, al Preludio in do diesis minore di Rachmaninov, che si trasforma poi in By Himself facendo commuovere l’intera orchestra. Joo suona Beethoven con mosse di karate e I Will Survive di Gaynor è condito di Bach. Il pubblico si sbellica dal ridere quando Igudesman si trasforma in un judota del violino. E’ un fitto rincorrersi di citazioni di temi noti, ma ovviamente in contesti paradossali. Mozart è continuamente tirato in ballo: la sua Sinfonia 40 è travolta dal tema di James Bond (con inserto di Love story), la sua Marcia alla turca trasformata in scatenata musica yiddish, E’ il meccanismo del contrasto, dell’aspettativa evidente che dietro l’angolo riserva la sorpresa strappa risate-applausi. Ovviamente, con la necessaria complicità del pubblico: la componente comica più squisitamente musicale non si coglierebbe senza che i temi lanciati a raffica e il conseguente contrasto non fossero noti pubblico. Ma I&J sono anche dei fini arrangiatori e quando c’è da fare musica seriamente sanno tirar fuori un mestiere ed un estro creativo da lasciare sbalorditi. Così Igudesman compone lo straordinario Inverno da immaginarie Alter Stagioni e Joo gli fa il paio trascrivendo le deliziose Riflessioni da Holbergh di Grieg. Gli esilaranti contrasti e i virtuosismi continuano e diventano anche travolgente festa latinoamericana (nel ballo vi partecipa l’intera orchestra) con il frenetico Uruguay inventato da Igudesman che lo portano a creare acrobazie e danze. Il resto è di contorno, tanto per tenere alto il ritmo, con la complicità de I Virtuosi Italiani che stanno meravigliosamente al gioco. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gianni Villani
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