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18 novembre 2017

Spettacoli

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13.11.2017

Ginevra, canti d’amore
per dar voce ai perdenti

La cantautrice Ginevra Di Marco al Teatro di Asparetto FOTO BRENZONI
La cantautrice Ginevra Di Marco al Teatro di Asparetto FOTO BRENZONI

La prima chiara, inattaccabile percezione della grandissima statura artistica di Ginevra Di Marco ci avvolge una volta di più sin da una delle interpretazioni iniziali proposte al Teatro di Asparetto, tutto esaurito per il suo ritorno a cinque anni di distanza da una memorabile performance: accade con Luna Tucumana, uno di quei brani quintessenziali nel canzoniere di Mercedes Sosa, scritto da Atahualpa Yupanqui (poeta e ricercatore del folk argentino Premio Tenco nel 1980) per la 'cantora' che propria dalla regione tucumana veniva: il canto di un nitore cristallino di Ginevra, di nero vestita e in forma smagliante, ci arriva all'udito, al cuore e agli occhi con la freschezza di un fiume rigoglioso.

Come se illuminato da quella luna del continente sudamericano, quel fiume portasse nelle sue onde dolori, amori, paure, protezione, nostalgie, speranze...tutto insieme convogliato in una voce in cui anche gli apparenti tumulti finiscono per fluire in un'armonia serena di malinconia e sorrisi, di coraggio e accettazione.

Ginevra come Mercedes, voce-strumento che si leva a denunciare le ingiustizie del mondo, bandiera sempre coerente nel cantare la bellezza degli umili, «la voce dei perdenti e l'eterna lotta del canto d'amore», come recita la stupenda Fuoco a mare, canzone originale che apre l'album La Rubia canta La Negra.

Altro recital da incorniciare, quello al Teatro di Asparetto, dove Ginevra con il suo affiatatissimo trio è ormai sempre accolta da una platea che la ama come fosse "di casa".

Con il compagno d'arte e di vita Francesco Magnelli a piano, tastiere e 'magnellofoni' a fare un po' da regista in campo del progetto, e con il magnifico chitarrista classico Andrea Salvadori (anche allo tzouras parente del bouzouki, creatore di suggestive, filanti comete balcanico - argentine), Ginevra ha presentato live quasi per intero il suo ultimo album vincitore della Targa Tenco 2017 riservata al miglior interprete dell'anno; in più, qualche altro cavallo di battaglia del suo repertorio 'popolare', come Gracias a la vida (ovvero quando la delicatezza d'animo arriva alla gioia catartica) e La Malarazza (che invita invece a reagire con la forza alle vessazioni) che concorre ad un tripudio di consensi e coinvolgimento del pubblico. Nuova prova di assoluta eccellenza di un'interprete che onora al massimo la sua qualità artistica di livello internazionale senza mai 'tradire' una spiccata 'italianità'.

Beppe Montresor
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