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25 settembre 2018

Spettacoli

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29.06.2018

Gabbani, elogio della lentezza «Ora mi prendo il mio tempo»

Francesco  Gabbani
Francesco Gabbani

Due anni di successi, vissuti con il piede sull’acceleratore. Due anni di Festival di Sanremo (il primo vinto tra le Nuove Proposte con Amen nel 2016, il secondo a seguire conquistato a furor di popolo con Occidentali’s Karma), di classifiche ai vertici e di brani orecchiabili, di un tour lungo 45 date in tutta Italia, «due anni che sto ancora cercando di capire, che hanno sconvolto il mio orologio biologico quotidiano». E Francesco Gabbani di stare fermo proprio non ci pensa. E così, per «non isolarmi troppo mentre lavoro al nuovo album», il cantautore toscano si regala un minitour. «Solo sei date in luoghi molto suggestivi, come il Teatro Antico di Taormina o lo Sferisterio di Macerata. L’ho deciso un po’ perché c’era richiesta di live da parte del pubblico, un po’ perché mi fa soffrire stare troppo a lungo lontano dalla dimensione live. E per il Gabbalive18 ho voluto come sottotitolo «Magellano è ancora in viaggio. Perché Magellano, oltre a essere il titolo dell’ultimo album, è la figura di un personaggio che va verso l’ignoto. E mi sta a cuore». Intanto raccoglie idee e spunti per il prossimo lavoro discografico, «andando a ripescare nell’old style, nel funky, nel rhythm and blues, nel reggae, che molti non sanno ma sono i generi che mi hanno avvicinato alla musica. Mi piace pensare di poter riusare queste componenti. Però lavoro senza ansia, senza tempistiche già fissate: stavolta voglio prendermi il tempo che mi serve, quello giusto per realizzare qualcosa che mi rappresenti». Già, perché dopo la vittoria, inaspettata al festival del 2017, senza un disco pronto, fu una corsa contro il tempo. «È vero, un po’ lo è stato. Ma stavolta non c’è pericolo», ride, Francesco. «Ci vorrà il tempo che ci vorrà». Nessuna paura di essere dimenticato? «Mi sono ripromesso di vivere la musica con naturalezza. Ad esempio, potevo mettermi a tavolino a scrivere un pezzo estivo che potesse candidarsi a tormentone: non l’ho fatto. Non ho l’ansia da classifica, ma certo non aspetterò cinque anni per tornare». E Sanremo? «È come un luogo al quale ti legano solo ricordi belli. Penso che prima o poi tornerò. L’anno scorso in via informale mi cercarono, ma sarebbe stata la terza presenza di fila e non mi sentivo pronto». •

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