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11 dicembre 2018

Spettacoli

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11.03.2018

Emma attacca il cyberbullismo «Più vita vera e meno social»

Emma Marrone negli studi della Rai
Emma Marrone negli studi della Rai

La vita porta dei cambiamenti «ma quello che non cambia mai è la mia fame di musica», dice Emma Marrone, a dieci anni dall’ingresso nella scuola di Amici che si sarebbe rivelata il suo trampolino di lancio. Sempre sulla cresta dell’onda tra singoli di successo e gossip da copertina, la ragazza di Aradeo si definisce ancora, sul suo profilo twitter, «cantante - casalinga» perché, spiega divertita, «ho mantenuto le mie vere origini». Quello che la gente più ama di Emma è la sua schiettezza e quella «bellezza di chi ride e volta pagina» che canta in “Amami“, una delle hit più amate dal suo pubblico. Un concetto richiamato in una delle sue nuove canzoni intitolata “Sorrido lo stesso“. Tra cadute e risalite, e anche un tumore affrontato con forza senza nascondersi, l’artista salentina (ma nata a Firenze) ha sempre mostrato grande grinta anche nei momenti di fragilità. Emma ha un dialogo speciale con i suoi fan che, numerosissimi, interagiscono con lei anche sui social. Un successo che la cantante si spiega così: «Non mi sono mai rapportata con loro attraverso sovrastrutture o barriere e sono sempre stata me stessa: una ragazza normale, ma che ha la grande fortuna di fare un lavoro che ama. Forse le persone percepiscono questo senso di libertà, verità e onestà nei loro confronti». Nell’ultimo album «Essere qui», prodotto insieme a Luca Mattioni, Emma tocca temi legati ai sentimenti, alla femminilità e al bullismo. «Nessuno merita il male, ma esistono persone tanto tristi e incattivite dalla vita che ogni giorno riversano odio e frustrazione sulla vita degli altri, non solo personaggi pubblici e artisti». L’invito è: «Una volta mandato un sms e scattata una foto, mettete via il telefono e tornate ad una vita più sociale e meno social, in piazza o al bar». Nel nuovo album il modo di cantare dell’artista, in alcuni passaggi, appare più maturo. Emma mostra di saper modulare la voce (nel brano ’Coraggiò, accompagnata solo da un pianoforte, vocalizza per due minuti) anche a dispetto di chi la considera un’urlatrice. Ma, osserva lei sorridendo, «bisogna anche saper urlare». La selezione delle canzoni da incidere, nel suo caso, è dettata esclusivamente «dalla pelle d’oca». Tutte scelte, racconta, «fatte con emotività» . •

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