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23 maggio 2018

Spettacoli

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12.02.2018

Dusi è... al «punto di partenza»

La copertina dell’album «Startin’Point» di Gabriele Dusi
La copertina dell’album «Startin’Point» di Gabriele Dusi

Sembra che anche sul territorio veronese la musica acustica, e in particolare quella legata alle forme più tradizionali e popolari di matrice americana, stia conoscendo una fase di rinnovato interesse e di conseguenti buoni risultati da parte di musicisti locali che hanno deciso di affrontarla. Negli anni scorsi è capitato agli Acoustic Duo, al Tea Spoon Quartet, a Lorenzo Guadagni e all’Old Times Trio, per citare casi abbastanza recenti che ci vengono a memoria. Ora va senz’altro segnalato il bell’esordio discografico di un altro giovane veronese, il ventiquattrenne Gabriele Dusi, che ha dato alle stampe una raccolta caratterizzata da buon gusto nella selezione dei brani e nella loro esecuzione tecnica, intitolata beneauguratamente «Startin’Point», ovvero «Punto di partenza». In verità Dusi, che suona la chitarra sin dalla prima adolescenza, mostra di aver già ottimamente assimilato conoscenza e mondi espressivi dello stile «fingerpicking» e dei grandi maestri della tradizione bluegrass, folk, country, blues. Un ruolo importante, anche nella realizzazione di quest’album registrato qualche mese fa al Laboratorio Superiore Musicale di Cerea, è stato giocato da Lorenz Zadro, musicista (fa parte del «collettivo» della True Blues Band), ideatore e organizzatore della fiera-festival «Blues Made in Italy», nonché tra i fondatori dell’agenzia A-Z Blues. Un amante della musica di ampio respiro che sta svolgendo un ruolo fondamentale come punto di riferimento e promotore culturale, e che di questo «Startin’ Point» è produttore artistico ed esecutivo. Le mani e la testa sulla chitarra acustica (frutto del lavoro di liuteria di Paolo Cavallaro) le ha messe il giovane Dusi, elegante e ricercato con grande equilibrio, che guarda alle lezioni di Doc Watson, Chet Atkins, Tommy Emmanuel, Merle Travis. Dieci i brani scelti per questo riuscito debutto. Ci sono tre originali di Gabriele, omaggi a Atkins, Watson, Mississippi John Hurt (riletto con un medley di tre pezzi), una composizione di Lorenz Zadro dedicata a Chuck Berry, una ripresa della «Pantera Rosa» di Harry Mancini. Un bel debutto, senza sbavature. •

Beppe Montresor
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