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12 dicembre 2018

Spettacoli

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03.01.2015

De Mori e Mazzoli auguri in staffetta

L'orchestra Città di Verona diretta dal maestro Enrico De Mori al Palaolimpia FOTO BRENZONI
L'orchestra Città di Verona diretta dal maestro Enrico De Mori al Palaolimpia FOTO BRENZONI

Sempre molto graditi e lungamente applauditi gli auguri in musica che il maestro Enrico De Mori, alla direzione dell'orchestra da camera Città di Verona, da lui stesso fondata ancora nel 1966, ha voluto nuovamente rivolgere alla propria città dal Palaolimpia. Articolato in tre parti, il concerto vocale e strumentale di quest'anno è stato applaudito dai numerosi appassionati che hanno voluto iniziare l'anno nuovo all'insegna della grande musica classica. Dopo le note dell'Inno di Mameli, eseguite dall'orchestra senza la direzione del maestro, il primo brano è stato un omaggio a quanti hanno combattuto e sofferto nella Prima guerra mondiale: a essi l'orchestra Città di Verona ed il suo direttore hanno dedicato la celebre Marcia militare di Franz Schubert.
Con l'esecuzione dell'Ouverture in Do maggiore dell'opera Axur re d'Ormus di Antonio Salieri, De Mori, con la propria direzione sobria nei gesti, ma sempre ben puntuale e precisa, ha saputo esaltare le singole voci degli strumenti ed è riuscito anche ad amalgamarle sapientemente fra loro ottenendo tonalità ricche di eleganti sfumature e di intensi colori. Caratteristiche che hanno pure evidenziato le già ben note capacità dell'orchestra.
Nella seconda parte la direzione è passata nelle mani del giovane ma assai promettente Francesco Mazzoli, allievo nella direzione d'orchestra dello stesso De Mori e qui, in questo concerto di Capodanno, suo ospite. I brani con cui Mazzoli, l'orchestra e i solisti si sono misurati nella seconda parte del pomeriggio musicale non erano per nulla semplici, tratti dal Don Giovanni di Mozart: l'orchestra, diretta con sicurezza e competenza da Mazzoli, ha eseguito la Sinfonia dell'opera mozartiana. Una esecuzione che è risultata assai elegante particolarmente nei passaggi tra le varie tonalità del brano e nel dialogo intessuto tra i violini e gli altri strumenti musicali. L'Aria di donna Anna, in cui il giovane soprano Giulia Semplicini ha saputo dar buona prova delle proprie doti espressive e del proprio elegante virtuosismo, ha preceduto il delizioso duetto Là ci darem la mano, bene ed elegantemente eseguito dal soprano Romina Novis e dal baritono Stefano Armani. I due solisti hanno fornito una convincente prova delle loro qualità interpretative e delle proprie potenzialità.
Il soprano Novis ha ulteriormente dimostrato il proprio valore interpretando con eleganza e sicurezza l'impegnativo Alleluia sempre tratto dal Don Giovanni di Mozart.
De Mori è ritornato a dirigere l'orchestra nella terza ed ultima parte del concerto fornendo un'applaudita interpretazione delle Danze ungheresi n. 5 e 6 di Johannes Brahms. Ad esse hanno fatto seguito le note spumeggianti e travolgenti del Can can di Jacque Offenbach. Qui De Mori non ha rinunciato a far valere il proprio ruolo di maestro mettendosi a dirigere anche il battito di mani ritmato con cui il pubblico festoso ha accompagnato il brano. «Ora ripetiamo questo pezzo e voi dovete battere le mani a tempo e non come avete fatto finora», ha risposto De Mori a chi gli chiedeva un bis prima di lasciare il Palaolimpia. Però con il formale impegno di essere nuovamente tutti presenti al primo gennaio del 2016.

Giuseppe Corrà
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